farmaci

mar182014

Integratori omega-3 non riducono rischio cardiovascolare in anziani

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L’aggiunta alla dieta di integratori a base di acidi grassi polinsaturi omega-3 contenuti nel pesce, luteina e zeaxantina non riduce il rischio cardiovascolare nei pazienti anziani con degenerazione maculare età-correlata (Amd). Ecco i risultati pubblicati su Jama di un sottostudio di Areds2, acronimo per Age-Related Eye Disease Study 2. Dice Emily Chew, oculista del National Eye Institute, National Institutes of Health di Bethesda e membro del gruppo di ricerca Areds2: «Il primo Areds dimostrava che la supplementazione giornaliera orale con minerali e vitamine antiossidanti riduceva del 25% il rischio a 5 anni di sviluppare Amd avanzata, mentre i dati di Areds2 sugli effetti di altri nutrienti nell’Amd non hanno dato risultati positivi». Tra questi c’era la luteina, un pigmento in grado di proteggere la retina dagli effetti della luce, contenuto nei vegetali verdi o gialli come broccoli, cavoli, spinaci, zucche, e piselli. Un altro era la zeaxantina, presente nel granoturco, succo d'arancia, mango e tuorlo d'uovo. Per verificare il ruolo protettivo di questi composti, ma soprattutto dei polinsaturi omega-3 sulla salute cardiovascolare dei partecipanti ad Areds2 i ricercatori hanno realizzato il Cos, Cardiovascular Outcome Study, un sottostudio che in aggiunta alle vitamine e agli antiossidanti del primo AREDS prevedeva la somministrazione di omega-3 e di luteina più zeaxantina da soli, associati  e confrontati con placebo. «Gli indicatori di efficacia erano la mortalità cardiovascolare o il ricovero per scompenso cardiaco, rivascolarizzazione e angina instabile. E i risultati, come nel caso dell’Amd, indicano che l’aggiunta di questi nutrienti non sembra avere effetti sulla salute cardiovascolare» conclude Chew. Ed Evangelos Rizos, dell’Ospedale universitario di Ioannina, Grecia, commenta in un editoriale: «Dopo questi risultati lo svolgimento di ulteriori studi controllati appare ingiustificato, mentre sono maturi i tempi per una metanalisi, dove i ricercatori avranno l’opportunità di analizzare in modo uniforme gli studi finora svolti, traendo conclusioni definitive sul ruolo protettivo degli omega-3 su cuore e vasi. Fino ad allora, acido docosaesaenoico (Dha) ed eicosapentaenoico (Epa) dovrebbero essere considerati solo come composti in grado di ridurre i livelli di trigliceridi nei pazienti con ipertrigliceridemia grave, una piccola minoranza della popolazione generale».


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