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gen272016

Intestino irritabile e diarrea, con eluxadolina migliora stato di salute

Intestino irritabile e diarrea, con eluxadolina migliora stato di salute
Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, primo autore Anthony Lembo della Harvard Medical School di Boston, la somministrazione di eluxadolina si associa a un significativo miglioramento dello stato di salute nei pazienti con sindrome dell'intestino irritabile (Ibs) e diarrea. «La sindrome dell'intestino irritabile con diarrea è un disturbo funzionale comune caratterizzato da ricorrenti dolori addominali, gonfiore addominale e feci poco o per nulla formate con frequenti evacuazioni in assenza di anomalie strutturali, infiammatorie o biochimiche» spiegano i ricercatori, ricordando che la sindrome dell'intestino irritabile con diarrea, spesso associata a una consistente riduzione della qualità di vita, causa rilevanti costi indiretti da ridotta produttività lavorativa, aumentando le spese dirette connesse all'incremento dell'uso di risorse sanitarie.

«Nonostante la sindrome dell'intestino irritabile sia la diagnosi più frequente negli ambulatori gastroenterologici e tra le più comuni negli studi dei medici di famiglia, le attuali opzioni di trattamento della forma diarroica sono limitate» puntualizza il ricercatore, spiegando che eluxadolina è un farmaco orale con effetti oppiacei approvato dalla Fda nel 2015. Per provarne l'efficacia Lembo e colleghi hanno randomizzato poco più di 2.400 pazienti con diarrea da sindrome dell'intestino irritabile a placebo o eluxadolina somministrata in due differenti dosaggi constatando che a 26 settimane di trattamento il miglioramento nel dolore addominale e nella consistenza delle feci è stato maggiore con eluxadolina che con placebo, con tassi rispettivamente del 31% con 100 mg, del 27% con 75 mg e del 20% con placebo.

«Dal lato della sicurezza, 5 soggetti trattati con il farmaco hanno sviluppato pancreatite, e in otto si è verificato un significativo aumento degli enzimi epatici accompagnato da dolori addominali» aggiungono gli autori, sottolineando che tutti questi ultimi casi e uno di pancreatite erano associati a uno spasmo dello sfintere di Oddi in presenza di una pregressa colecistectomia, mentre tre altri pazienti con pancreatite facevano un uso eccessivo di alcolici. «Alla luce di questi risultati, prima di iniziare la cura con eluxadolina è importante identificare gli individui a rischio di pancreatite acuta per assenza della colecisti o abuso di alcol» concludono gli autori.
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