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mag262016

Iodio, forti carenze in madri migranti. Al via campagna per integrazione del fabbisogno giornaliero

Iodio, forti carenze in madri migranti. Al via campagna per integrazione del fabbisogno giornaliero
Un consumo praticamente nullo di sale iodato in famiglia, a cui si affianca un consumo di latte, formaggio, yogurt o pesce nullo o inferiore alle tre porzioni settimanali nel 60% delle donne migranti intervistate. È quanto emerge dall'indagine condotta dal progetto Ibsa Farmaceutici Italia per le madri migranti, presentato nella sede di Radio Vaticana a Roma, che ha coinvolto in una collaborazione sul territorio nazionale e internazionale il mondo accademico dell'Università di Pavia e diversi attori del terzo settore come l'Assistenza Sanitaria San Fedele di Milano, i Gesuiti di Tirana, Caritas Internationalis e l'Arcidiocesi di Bamenda. La campagna di sensibilizzazione Ibsa è dedicata all'importanza della iodoprofilassi nelle donne migranti in gravidanza e ha preso il via in Italia, Albania e Camerun. «Il progetto che abbiamo presentato oggi - ha dichiarato Enzo Lucherini, Direttore Commerciale Ibsa Farmaceutici Italia - non vuole essere assolutamente una 'vetrina' per la nostra azienda, ma ha una forte valenza etica perché crediamo che l'azienda abbia un ruolo importante, potendo contribuire allo sviluppo della società in cui viviamo. Questo è per noi il significato di responsabilità sociale. La nostra azienda s'impegna a valorizzare e a far crescere gli uomini e le donne Ibsa, aiutandoli a sviluppare la capacità di agire, nella vita dell'impresa, con spirito di iniziativa e responsabilità». Lucherini ha raccontato come il progetto nasca, infatti, da un percorso originale in Italia, quello dell'ethics in management. «Abbiamo iniziato l'anno scorso i corsi di etica con la Scuola di meditazione della Sardegna dei padri Gesuiti, con l'obiettivo di accompagnare i nostri manager in un percorso di consapevolezza che li può aiutare nel quotidiano». Ed è stato proprio il gesuita, padre Giacomo Costa presidente della Fondazione culturale San Fedele di Milano, a presentare il lavoro giornaliero degli operatori dell'Assistenza Sanitaria San Fedele Onlus, che nel primo mese e mezzo di sperimentazione sono venuti in contatto con circa 100 donne tra i 18 e i 45 anni, cui hanno consegnato il 'leaflet' informativo e raccolto 60 questionari preparati dall'équipe dell'Università di Pavia. «La campagna, che si basa sull'ascolto e sul dialogo con le donne migranti assecondando l'approccio che è proprio dell'assistenza in San Fedele - ha precisato padre Costa - prevede che una volta a settimana le donne tra i 18 e i 45 anni (in gravidanza e non) che si presentano presso l'assistenza sanitaria, ricevano una corretta informazione sull'importanza di una buona iodoprofilassi e sottoposte, se necessario, al trattamento gratuito per l'integrazione del fabbisogno giornaliero. L'opuscolo informativo, che verrà distribuito su tutto il territorio nazionale, è stato realizzato nelle 6 lingue più parlate in Italia dalle comunità di migranti in maggior misura presenti sul nostro Paese: albanese, rumeno, inglese, francese, arabo e naturalmente in italiano. L'iniziativa rappresenta una prima risposta all'appello lanciato a gennaio 2016 dal Ministero della Salute e dall'AIFA, che, con il progetto congiunto "Accesso ai farmaci, un diritto umano", intende promuovere e proteggere, attraverso l'uso appropriato dei farmaci, la salute di malati vulnerabili, quali sono i migranti, gli emarginati e le fasce deboli della popolazione, favorendo inoltre una maggiore comprensione dei diritti e delle modalità di accesso alle cure da parte di questi pazienti. «Le persone che vivono in aree affette da grave carenza iodica possono avere un quoziente intellettivo fino a 13.5 punti inferiore rispetto a chi vive in aree in cui la presenza di iodio è adeguata - ha spiegato Flavia Magri, docente di Endocrinologia presso l'Università di Pavia. Questo deficit mentale ha un effetto immediato sulla capacità di apprendimento dei bambini, sulla salute delle donne, la qualità di vita e la produttività economica». La campagna potrà essere replicata in tutta la Penisola, in altre strutture che vogliano abbracciare il progetto che ha il patrocinio dell'Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Cei. Sebbene lo iodio sia presente nel suolo, la sua concentrazione può variare largamente tra le regioni del mondo come conseguenza di numerosi fattori. Secondo il Global Iodine Nutrition Network, infatti, diversi Paesi del mondo, in particolare dell'Africa e dell'Est Europa, presentano un livello di assunzione di iodio insufficiente. Tale carenza di iodio, come ricordano la Who e l'Unicef, rappresenta la più importante causa evitabile di danni cerebrali a livello globale. Al tavolo dei lavori, anche la politica. «Non possiamo permettere nessuna forma di sfruttamento delle popolazioni migranti che arrivano nel nostro Paese - ha precisato Edoardo Patriarca, Vicepresidente Commissione parlamentare sui migranti e Presidente Centro nazionale per il Volontariato - ma oltre questo, dobbiamo anche garantire loro di sentirsi come una risorsa e non come un peso. E' compito della politica permettere che si compi questo ulteriore passo avanti, rispetto a quello che già le nostre associazioni fanno sui territori e anche la riforma del Terzo settore, approvata di recente, va i questa direzione».

Rossella Gemma
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