Sanità

apr22015

Ipasvi, da infermiere in farmacia servizi possibile risposta a continuità cure

Ipasvi, da infermiere in farmacia servizi possibile risposta a continuità cure

«Tutto sembra fermarsi all'ospedale e fuori la parola "continuità" diventa la cenerentola dell'assistenza» ma «il team che si viene a creare anche grazie alla farmacia dei servizi tra infermieri e farmacisti è, per esempio, una soluzione possibile». Si tratta di «applicare le norme già in vigore». A lanciare la riflessione Barbara Mangiacavalli, neo presidente alla guida dell'Ipasvi, la Federazione nazionale collegi infermieri, che siamo andati a sentire per fare il punto sul suo mandato e a cui abbiamo girato anche uno spunto che arriva dall'indagine dall'indagine #Professionefarmacista - condotta via web da Edra-Lswr su circa 1.500 farmacisti territoriali e 500 ospedalieri, che verrà presentata a FarmacistaPiù, dall'8 al 10 maggio, a Fieramilano City -, dalla quale è emersa la necessità di integrazione tra le varie figure professionali. «Il territorio è sicuramente la nota dolente dell'assistenza pubblica» spiega Mangiacavalli. «Tutto sembra fermarsi all'ospedale e fuori la parola "continuità" diventa la cenerentola dell'assistenza. Basta guardare i risultati della ricerca Censis che abbiamo presentato all'ultimo Congresso nazionale Ipasvi: oltre 8,7 milioni di cittadini - anziani, non autosufficienti e malati cronici soprattutto - hanno cercato privatamente lo scorso anno una prestazione infermieristica, pagando di tasca propria oltre 2,7 miliardi. E ancora il problema è a chi si rivolgono e chi gli eroga la prestazione. Spesso si tratta di badanti, familiari, vicini di casa, con rischi grandi per la salute e un ricorso improprio al pronto soccorso per ogni guaio che si dovesse venire a creare. In questo senso il team che si viene a creare anche grazie alla farmacia dei servizi tra infermieri e farmacisti è, ad esempio, una soluzione possibile». I vantaggi assistenziali sono «evidenti», ma c'è anche lo «snellimento enorme ad esempio per le liste di attesa che ne potrebbe derivare. Il cittadino sa bene dov'è la sua farmacia di riferimento e spesso vi si rivolge come prima istanza non avendo altre strutture organizzate in un significativo range temporale sul territorio». Si tratta allora di «applicare le norme già in vigore che prevedono nella farmacia dei servizi, spazi dedicati a prestazioni che possono essere offerti dagli infermieri. Gli infermieri liberi professionisti rappresentano sicuramente una risorsa importante che può essere gestita sia dedicando, appunto, spazi ad hoc all'interno delle farmacie, sia prevedendo, grazie a nuovi sistemi informatici, servizi di contatto diretto con singoli infermieri libero professionisti o con strutture infermieristiche dove i professionisti possono organizzarsi in team di assistenza. Ed è anche per questo che tra le nostre prossime azioni abbiamo previsto un accreditamento selettivo dei professionisti: una garanzia in più per i cittadini e per il sistema».
Francesca Giani



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