FITOTERAPIA

set222017

Iperico, zenzero, passiflora. Quando la fitoterapia pareggia i conti con la chimica

Scrivendo dell'iperico, abbiamo sottolineato come l'efficacia di questa pianta sia stata paragonata con successo a quella di un farmaco di sintesi

Iperico, zenzero, passiflora. Quando la fitoterapia pareggia i conti con la chimica
Scrivendo dell'iperico, abbiamo sottolineato come l'efficacia di questa pianta sia stata paragonata con successo a quella di un farmaco di sintesi.

L'iperico, tuttavia, non è l'unica pianta che ha passato le forche caudine del confronto con un medicinale: anche zenzero, passiflora, liquirizia e ginseng sono stati messi a confronto con farmaci di sintesi. Rispetto ad una singola molecola di sintesi, l'utilizzo di un fitocomplesso riesce ad apportare più benefici contemporaneamente, migliorando la qualità della vita complessiva del paziente.

La cefalea è sicuramente una condizione che limita notevolmente lo stato di salute del paziente. Se per le forme più lievi spesso si utilizzano farmaci antiinfiammatori, per quelle più gravi si può arrivare ad usare farmaci specifici quali i triptani. Proprio nei confronti di un rappresentante di questa classe di farmaci, il sumatriptan, è stato testato lo zenzero per il trattamento dell'emicrania comune.

Sia ricevendo 300mg di polvere di zenzero (Zingiber officinalis) che 10(?)mg di sumatriptan, i pazienti riportavano un significativo miglioramento nell'intensità del mal di testa già dopo due ore. L'efficacia e la soddisfazione dei pazienti con questi due trattamenti è stata paragonabile in questo studio. Ciò che non era paragonabile è stato il profilo di sicurezza: clamorosamente migliore nel caso dello zenzero.

Sempre in ambito del sistema nervoso, un'altra patologia che ha visto scontrarsi farmaco di sintesi e fitoterapia è l'ansia. In questo caso, a rappresentare la fitoterapia è stata chiamata la passiflora (Passiflora incarnata), mentre l'oxazepam rivestiva il ruolo di medicinale di sintesi. In questo studio, durato 4 settimane, ai pazienti venivano somministrate giornalmente o 45 gocce di estratto fluido di passiflora o 30mg di oxazepam. I pazienti non hanno riportato significative differenze tra i due protocolli di trattamento; differenze che si sono invece manifestate riguardo le performance lavorative che erano ostacolate dall'assunzione della benzodiazepina.

Uno degli effetti collaterali della radioterapia è la comparsa di mucositi. Per risolvere questa complicanza, si possono utilizzare gel buccali a base di cortisonici, in particolare (nello studio considerato) il triamcinolone. La liquirizia (Glychirriza glabra), in virtù delle sue proprietà lenitive ed antiinfiammatorie è stata proposta come alternativa per trattare il dolore e le ulcerazioni delle mucositi. Applicando un gel mucoadesivo a base del principio attivo di sintesi o di liquirizia, i pazienti hanno riportato la medesima riduzione del dolore, con la liquirizia che si è dimostrata in grado di ridurre maggiormente la sensazione di discomfort buccale.

L'inquinamento sonoro può intaccare la capacità uditiva dell'individuo e numerosi studi riportano l'efficacia di agenti antiossidanti, in particolare l'N-acetil cisteina, come preventivi per limitare la perdita di funzionalità uditiva. In virtù delle sue proprietà antiossidanti, la somministrazione di 200mg giornalieri di Panax ginseng è stata confrontata con 1200mg di NAC. La somministrazione dei due estratti è stata in grado parimenti di ridurre il Temporary Threshold shift indotto dal rumore in lavoratori esposti a rumore durante il loro lavoro. Se poi consideriamo le proprietà adattogene del ginseng (vedi articolo), possiamo certamente immaginare che, oltre a sentirci meglio, i lavoratori probabilmente lavoravano anche meglio.

A conclusione di questa carrellata di studi, ci preme sottolineare la tempistica degli stessi: tutti sono stati pubblicati negli ultimi 4 anni. Questo aspetto evidenzia un'attenzione sempre maggiore da parte del mondo scientifico non solo per scoprire nuove proprietà di piante note o nuove piante per patologie note, ma anche per confrontare la reale efficacia nei confronti di una terapia farmacologica "classica" e capire quindi fino a che punto una pianta può aiutare a risolvere determinate patologie.


Luca Guizzon
Farmacista esperto di fitoterapia e Responsabile del laboratorio galenico di Farmacia Campedello
Per suggerimenti, richieste e feedback:luca@guizzon.it-www.farmaciacampedello.it

Fonti:
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Clin Exp Hypertens A.1986;8(4-5):847-51
-
Noise Health.2014 Jul-Aug;16(71):223-7. doi: 10.4103/1463-1741.137057.
-
J Clin Pharm Ther.2001 Oct;26(5):363-7.
-
Asia Pac J Clin Oncol.2017 Apr;13(2):e48-e56. doi: 10.1111/ajco.12295. Epub 2014 Oct 28.
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Asia Pac J Clin Oncol.2017 Apr;13(2):e48-e56. doi: 10.1111/ajco.12295. Epub 2014 Oct 28.
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