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feb12017

Ipotiroidismo e gravidanza, Bmj: rischi e benefici del trattamento ormonale

Ipotiroidismo e gravidanza, Bmj: rischi e benefici del trattamento ormonale
Secondo uno studio retrospettivo pubblicato sul British Medical Journal e coordinato da Victor Montori della Divisione di endocrinologia, diabete, metabolismo e nutrizione alla Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, la terapia dell'ipotiroidismo subclinico in gravidanza si associa da un lato a un ridotto rischio di aborto, ma dall'altro a un aumento delle probabilità di altre complicazioni. «Nonostante la mancanza di studi esaustivi sull'argomento, le attuali linee guida raccomandano il trattamento con levotiroxina nelle donne in gravidanza con ipotiroidismo subclinico» scrivono i ricercatori, che passando in rivista i dati di un archivio medico di grandi dimensioni hanno selezionato circa 5.400 donne statunitensi con ipotiroidismo subclinico in gravidanza, il 16% delle quali ha ricevuto terapia con ormone tiroideo. La prevalenza di aborto spontaneo o parto di feto morto è risultata meno frequente nel gruppo trattato rispetto a quello non trattato, con tassi rispettivi dell'11% e del 14%. «Tale differenza, statisticamente significativa, è rimasta evidente anche dopo gli opportuni aggiustamenti per fattori confondenti» sottolinea l'autore, segnalando tuttavia che le partecipanti poste in terapia ormonale avevano maggiori probabilità rispetto alle non trattate di parto pretermine (7,1% vs. 5,2%), preeclampsia (5,5% vs. 3,9%) e diabete gestazionale (12,0% vs. 8,8%).

«In conclusione, questo è il primo studio nazionale che valuta efficacia e sicurezza della terapia con ormone tiroideo nelle gestanti con ipotiroidismo subclinico, che risulta efficace nel ridurre il rischio gravidanze non giunte a buon fine» osservano i ricercatori, spiegando che servono comunque ulteriori ricerche per capire se esiste un meccanismo causale dietro questa associazione. «Inoltre, l'aumento del rischio di altri eventi avversi richiede studi randomizzati mirati a valutare la sicurezza del trattamento con ormone tiroideo nelle gestanti» conclude Montori, aggiungendo che i risultati di questo studio potranno comunque facilitare un colloquio informato tra la gestante e il suo medico prima di iniziare la terapia ormonale.
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