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feb162017

Ipotiroidismo, levotiroxina italiana in forma liquida sbarca in Usa

Ipotiroidismo, levotiroxina italiana in forma liquida sbarca in Usa
Una conferma dagli Usa per la levotiroxina in formulazione liquida: l'Fda ne ha approvato la commercializzazione. «Per una volta il percorso è invertito - commenta Andrea Lenzi, Presidente della Società Italiana di Endocrinologia -: normalmente l'Fda è la prima a registrare i nuovi farmaci, seguita dall'Ema in Europa e poi dall'Aifa in Italia. Noi abbiamo iniziato ad avere a disposizione il farmaco nel 2012 e gli endocrinologi italiani lo hanno immediatamente assimilato e utilizzato mentre adesso, dopo 4 anni, arriva negli Stati Uniti». La levotiroxina rappresenta il terzo farmaco più prescritto al mondo e, ad eccezione dell'Italia dove è disponibile la formulazione liquida e quella in capsule molli, è commercializzato come compresse. Il principale limite di quest'ultima formulazione è però rappresentato dalla necessità di rispettare degli intervalli di tempo fra l'assunzione del farmaco e quella del cibo per garantirne l'assorbimento. Anche un recente studio multicentrico condotto dai giovani endocrinologi della Sei in oltre 1000 pazienti ipotiroidei di nuova diagnosi ha confermato come a interferire con l'assorbimento del farmaco e, quindi, con l'efficacia della terapia siano proprio gli errori di assunzione della levotiroxina compiuti dai pazienti, in primo luogo il mancato rispetto del digiuno, gli orari sbagliati, la concomitante assunzione di farmaci o alimenti. Ma non è solo il fatto di poter ridurre la durata del digiuno fra l'assunzione della levotiroxina e la prima colazione il vantaggio della formulazione liquida.

«La facilità di assunzione consente di superare tutta una serie di problematiche nei bambini che nascono con ipotiroidismo congenito - ricorda Vincenzo Toscano, Presidente dell'Associazione Medici Diabetologi -. Altre considerazioni sono relative ai pazienti affetti da ipotiroidismo che sono ospedalizzati. Per esempio nel contesto della rianimazione, nel caso di pazienti che non possono essere alimentati e in cui comunque la tiroxina deve essere somministrata perché l'ipotiroidismo non aiuta certo l'outcome della patologia di base. Qui la tiroxina liquida è assolutamente più efficace e rapida. Ci sono poi i pazienti dopo chirurgia bariatrica dove il farmaco si è dimostrato efficace nel raggiungimento del target».

Un altro capitolo è quello delle interazioni con altri farmaci. In particolare, preparati di uso molto comune, come gli inibitori di pompa e gli antiacidi, non sembrano interferire con l'assorbimento della formulazione liquida di levotiroxina. «Bisogna considera che anche gli inibitori di pompa vanno assunti a digiuno - aggiunge il presidente Ame -. Sia gli inibitori di pompa, sia gli antiacidi creano un ambiente in cui la compressa si assorbe con molta difficoltà; avere la possibilità di utilizzare una soluzione liquida fa superare anche questo handicap». Un commento sullo sbarco della nuova formulazione negli Stati Uniti arriva anche da uno dei più prestigiosi endocrinologi americani, Leonard Wartofsky, Past President dell'American Thyroid Association. «L'Fda ha dichiarato la levotiroxina un farmaco dallo stretto indice terapeutico - sottolinea l'esperto -, a indicare che i pazienti devono essere titolati e mantenuti a una dose precisa. Di conseguenza, un assorbimento efficiente e una precisa bioequivalenza sono fattori critici».


Franco Marchetti
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