Clinica

mag262011

Italiani poco sensibili ai benefici del sale iodato

Le vendite in Italia si fermano al 44%, ben lontano dal 90% richiesto dall'Oms, eppure la carenza di iodio riguarda il 55% degli italiani

Non sembra raggiungere i cittadini il messaggio sull’importanza di consumare sale iodato, come prevenzione delle malattie della tiroide. Lo dimostrano le vendite che in Italia si fermano al 44%, ben lontano dal 90% richiesto dall'Oms. Eppure la carenza di iodio riguarda il 55% degli italiani, secondo quanto riportato durante la conferenza organizzata a Roma dall'associazione dei malati di tumore della tiroide del Lazio (Atta) in occasione della giornata mondiale dedicata alla prevenzione. «Nella grande distribuzione la vendita di sale iodato raggiunge il 47%, mentre per la ristorazione collettiva, che distribuisce 2 miliardi di pasti all'anno, siamo fermi al 20%» ha spiegato Antonella Olivieri dell'Istituto superiore di sanità. E ha aggiunto: «Sarebbe auspicabile che le iniziative di alcune scuole che hanno obbligato le mense a usarlo venissero allargate». L'importanza dell'alimentazione nella profilassi è stata sottolineata anche da Aldo Pinchera, presidente onorario dell'associazione italiana della Tiroide: «Negli altri paesi si stanno usando anche altri alimenti, come il latte iodato o alcune piante, per la profilassi» ha spiegato «da noi il veicolo principale di prevenzione resta il sale, che è fondamentale soprattutto per le donne in gravidanza e in allattamento, quando la carenza influisce anche sullo sviluppo del bambino».


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