farmaci

mar112016

L'aggiunta di vitamina D non si associa a benefici sulla gonartrosi

L'aggiunta di vitamina D non si associa a benefici sulla gonartrosi
La supplementazione di vitamina D nelle persone con artrosi del ginocchio e bassi livelli di 25 idrossivitamina D (25OH-D) non allevia la gonalgia né tantomeno rallenta il danno a carico della cartilagine articolare, secondo i risultati di uno studio pubblicato su Jama. «La gonartrosi sintomatica si verifica nel 10% degli uomini e nel 13% delle donne di 60 anni o più anziani, in assenza di attuali terapie che possano modificare la storia naturale della malattia» esordisce Changhai Ding, ricercatore dell'Università della Tasmania a Hobart in Australia e coautore dell'articolo, ricordando che la vitamina D può ridurre sia il turnover osseo sia la progressiva degradazione della cartilagine, impedendo potenzialmente lo sviluppo e la progressione dell'osteoartrosi del ginocchio. «Da studi osservazionali emerge che la supplementazione di vitamina D si associa a benefici per l'artrosi del ginocchio, ma l'evidenza derivata dalla ricerca clinica resta contraddittoria» riprende Ding, che assieme ai colleghi ha assegnato in modo casuale 413 pazienti con osteoartrosi sintomatica del ginocchio e bassi valori di 25-OH-D a ricevere per due anni un trattamento mensile con 50.000 unità internazionali di vitamina D somministrata per via orale o un identico placebo.

Dei partecipanti arruolati, età media 63 anni, la metà donne, l'82% ha completato lo studio, svolto in Tasmania e a Melbourne. E al termine del follow-up i ricercatori hanno scoperto che rispetto al placebo la supplementazione di vitamina D non ha sortito effetti benefici sul volume della cartilagine tibiale misurata con la risonanza magnetica e nemmeno sul miglioramento delle algie alle ginocchia. Allo stesso modo non sono emerse differenze significative in termini di miglioramento delle alterazioni né della cartilagine né della midollare ossea femoro-tibiale a fronte dell'aumento dei valori sierici di vitamina D ottenuto con la supplementazione rispetto al placebo. «Questi risultati suggeriscono l'inefficacia della vitamina D nel rallentare la progressione della gonartrosi o il suo deterioramento strutturale» concludono gli autori.
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