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lug82015

L'Ebm è in crisi, si cerca un modo per rilanciarla

L'Ebm è in crisi, si cerca un modo per rilanciarla

L'Academy of medical sciences, un'autorevole istituzione britannica, ha lanciato il progetto "Evaluating evidence" per studiare come le prove, raccolte da fonti differenti, vengono utilizzate per assumere decisioni riguardo l'efficacia e la sicurezza di un farmaco. L'Evidence based medicine (Ebm), la medicina basata sulle prove, è una metodologia che stimola lo spirito critico ed è nata per introdurre elementi di certezza negli interventi sanitari in contrapposizione all'orientamento precedente in cui le scelte erano basate essenzialmente sul giudizio o sulle intuizioni soggettive del medico. La stessa Ebm è stata poi applicata anche ai farmaci: attraverso studi clinici controllati randomizzati, o di tipo osservazionale, questo metodo ha dato un contributo essenziale per distinguere le terapie efficaci da quelle che non lo sono e per valutare la loro sicurezza. Fino a non molto tempo fa le acquisizioni ottenute applicando l'Ebm erano considerate attendibili ma di recente sono state messe in discussione dall'Academy of medical sciences britannica. Il punto di svolta è stata una lettera in cui il chief medical officer. Sally Davies ha espresso al presidente dell'Accademia rilievi su recenti, e controverse, valutazioni su alcuni farmaci tra cui statine e antivirali. Relazioni che hanno minato la fiducia del pubblico sul modo di condurre e presentare la ricerca clinica. La prima riunione dei partecipanti a Evaluating evidence si è tenuta il 17 giugno, occasione in cui si è discusso degli obiettivi e della tempistica dei lavori che riguarderanno, come primo caso di studio, le statine per poi estendersi a rare forme di cancro e infezioni gravi tra cui Ebola. L'iniziativa dell'Academy è stata commentata in un articolo pubblicato dal British medical journal, firmato da due responsabili del Centre for evidence based medicine, Nuffield department of primary health care dell'Università di Oxford in cui ci si augura che il progetto, invece di trasformarsi in uno strumento di falsa rassicurazione, favorisca la riflessione anche su altre questioni ancora irrisolte come il bias nella pubblicazione degli studi clinici, i costi dei trial e l'indipendenza dei ricercatori dagli sponsor.
Perché interessa il farmacista: il metodo Ebm è necessario alla selezione degli interventi e dei farmaci più validi ed è uno strumento di lavoro di cui è utile conoscere i vantaggi ma anche i limiti.

Marvi Tonus



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