FITOTERAPIA

set22016

L'efedra, pianta dei magi zoroastriani

La più conosciuta è Efedra sinica ed è attualmente monitorata dal Ministero della Salute per gravi effetti avversi: è fonte essenziale dell’efedrina, principio attivo decongestionante, broncodilatatore, vasocostrittore e anoressizzante

L'haoma è un rituale misterico molto antico di origine iraniana che utilizza il succo di una pianta erbacea appartenente al genere Efedra. Ci sono molte similitudini tra il rito dell'haoma e quello del soma nella religione vedica. Sia la parola haoma in lingua avestica che la parola soma in sanscrito, derivano infatti dalla stessa radice proto-indo-iraniana "sauma", che molto probabilmente significa spremere o pestare (Taillieu, 2002).

Il rito dell'haoma era praticato dalle civiltà indoeuropee degli Arii già alcuni millenni prima di Cristo. Lo studioso francese Jacques Duchesne-Guillemin riferisce che secondo il rituale religioso dell'Haoma, la pianta era considerata una divinità a cui offrire diversi sacrifici. Successivamente attraverso la sua spremitura, essa stessa era sacrificata e assunta dai celebranti. Il tutto era accompagnato da un rituale liturgico molto complesso che poteva durare un intero giorno. Questo rito si svolge tuttora nella religione zoroastriana e la liturgia completa è presente nel libro sacro dell'Avesta, nonostante lo stesso Zaratustra avesse inizialmente osteggiato questa pratica considerandola pagana. La pianta che viene attualmente utilizzata nel rito è l'Ephedra procera ma non è escluso si tratti di un surrogato della pianta originale venerata dagli antichi zoroastriani. Appartenente allo stesso genere ma molto più conosciuta è l'Efedra cinese (Ephedra sinica) chiamata in Cina Ma Huang. La medicina tradizionale cinese (Mtc) riconosce proprietà medicamentose agli steli verdi della pianta, che vengono essiccati, bolliti in acqua calda e somministrati sotto forma di tè. La dose consigliata corrisponde a 1,5-9 g di decotto d'erba al giorno. Viene tuttora usata per trattare i disturbi da vento/freddo. Essa è anche fonte essenziale dell'alcaloide efedrina, principio attivo impiegato come decongestionante, broncodilatatore, vasocostrittore e anoressizzante. Attualmente l'efedrina, e i suoi analoghi pseudoefedrina e norefedrina, sono classificati come precursori di sostanze stupefacenti e psicotrope e per questo sono monitorati dal Ministero della Salute. Sono stati anche inseriti nella lista delle sostanze dopanti e la pianta erbacea di Efedra sinica è presente nell'elenco degli estratti vegetali non ammessi per la produzione di integratori alimentari. Al fine di limitarne l'abuso, nel 2015 è stato fatto divieto ai medici di prescrivere preparazioni magistrali contenenti efedrina a scopo dimagrante e un divieto assoluto di prescrizione per i principi attivi fenilpropanolamina/norefedrina.

Questo ostracismo da parte degli organi competenti è da imputare alle reazioni avverse legate all'uso degli alcalodi dell'Efedra, soprattutto a carico del sistema cardiovascolare e del sistema nervoso centrale, con esiti talvolta fatali. La messa al bando dei prodotti a base di Ephedra sinica, ha determinato un grande interesse attorno agli integratori cosiddetti "ephedra-free" che contengono una vasta gamma di miscele erboristiche ad azione energizzante e anoressizzante, nella maggior parte dei casi a base di caffeina, per esempio estratti di thè verde, guaranà, cola, yerba mate e/o a base di sinefrina, una simil-amfetamina chimicamente molto affine all'efedrina ma molto meno attiva.


Angelo Siviero

Farmacista galenico esperto in fitoterapia e medicine alternative
Per info: sivieroangelo1@gmail.com
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