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mar42013

La fibrillazione atriale: eziopatogenesi e diagnosi

È l'aritmia più diffusa, (il 5% della popolazione con età >65 anni) ed è caratterizzata da una rapidissima successione di contrazioni atriali, superiore a quella del flutter atriale. In pratica l'atrio, sottoposto a un fine tremolio, non svolge più alcuna funzione emodinamica e diviene ricettacolo di coaguli (che possono essere diagnosticati con l'ecografia trans-esofagea). I problemi clinici che insorgono nei pazienti che sviluppano una fibrillazione atriale cronica sono principalmente correlati all'aumento degli eventi trombo-embolici nei distretti arteriosi, in particolare cerebrali, con esito in trombosi cerebrale (ictus cerebri). I riflessi emodinamici della fibrillazione atriale sulla funzione sistolica del ventricolo sinistro sono modesti o inesistenti. La diagnosi viene confermata con Ecg, onde P assenti e frequenza ventricolare alta, eventualmente associato ad un ecocardiogramma, per evidenziare le cause di insorgenza ed esami funzionalità tiroidea. Spesso il paziente è asintomatico La diagnosi è quasi sempre fatta in occasione di una visita medica a seguito della rilevazione di un'aritmia, al polso o all'auscultazione cardiaca. La terapia si avvale di cardioversione farmacologica (beta-bloccanti IV, calcio antagonisti e digossina), elettrica e di terapia anti-coagulante. 

Domande essenziali
Misurando una pressione e rilevando una FC elevata, dispnea e dolore toracico, dovremmo sempre chiedere al paziente, anche qualora risulti normoteso, se ha mai fatto una visita cardiologica ed eventualmente rinviarlo al medico di base. 

Caso clinico
Il sig. M.O. di 56 aa con anamnesi remota positiva per Bpco. Nell’ultimo anno ha presentato più frequentemente delle riacutizzazioni bronchitiche nella misura di 3-4 episodi all’anno. Longilineo, è portatore di pachipleurite all’emitorace sinistro, probabilmente da esiti specifici. Recentemente all’ultima visita medica gli è stata diagnosticata una F.A. poi confermata con indagini strumentali. 
Tenendo conto della tipologia del paziente, quale classe di farmaci sarebbe di prima scelta per il trattamento dell’aritmia? Clicca qui per rispondere. 

a cura di Fabio Simonetto, Farmacista


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