Sanità

ott312008

La morfina fa ancora paura

I dati diffusi dall'Associazione europea di cure palliative (EACP) indicano che l’Italia detiene il primato europeo di consumo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) ma anche il primato negativo nell'impiego di oppioidi nelle terapie del dolore. Secondo Franco De Conno, direttore dell’EACP, si tratta di un paradosso: “Anche se utile, l'antinfiammatorio non steroideo va usato per periodi molto brevi. Quindi nel dolore cronico non dovrebbe essere impiegato in maniera così estesa perch� dà effetti collaterali molto importanti. Cosa che, viceversa, non succede con l'oppioide, un farmaco molto affidabile". Eppure, secondi i dati, in Italia ci sono circa 250 mila malati terminali che, ogni anno, necessitano di cure palliative: 160 mila sono pazienti oncologici e solo il 40% riceve un'adeguata assistenza sanitaria e psicologica. Secondo l’esperto resiste ancora oggi una barriera culturale che impedisce il diffondersi dell'abitudine a somministrarli: "Quando si sente parlare di morfina, o in generale di oppiacei, si scatena paura, anche se non ce n'è motivo". Un altro ostacolo, aggiunge De Conno, è infine legato "all'impegno da parte del medico per controllare il malato che assume oppioidi, soprattutto nelle prime ore. Deve dare disponibilità e mantenersi in contatto costante col paziente. Tuttavia, sono in corso studi che potrebbero aiutarci a rivedere le linee guida e facilitare il compito al medico prescrittore".
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