NUTRIZIONE

giu212013

La piramide vale anche per il primo anno di età

Le abitudini alimentari sono fra i fattori ambientali che influenzano il precoce sviluppo di obesità. Per impostare l’alimentazione nel primo anno di vita è stata preparata una piramide alimentare con le indicazioni di come suddividere i pasti in modo corretto nella giornata e nella settimana.

Cominciare bene è importante. Gli studi continuano a dare evidenza di quanto la prima alimentazione possa condizionare lo sviluppo di patologie in età adulta. Lo stile di vita e la dieta sono infatti riconosciuti come fattori ambientali determinanti. Se è noto ormai il ruolo protettivo dell’allattamento materno, sempre maggiori sono le evidenze di quanto anche la dieta seguita nei periodi di transizione fino all’anno di età (svezzamento), possa essere determinante. A cura dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, la piramide alimentare dell’infanzia è lo schema dietetico che dà indicazioni sulla tipologia, frequenza e quantità degli alimenti, per assicurare al bambino il corretto apporto di tutti i macronutrienti. Sono ovviamente consigli generali, seguiti dall’avvertenza che spetta al pediatra, che conosce la storia del bambino e della famiglia (allergie o particolari patologie, ma anche il contesto sociale, la religione o in generale le tradizioni) valutare insieme ai genitori il modo, il momento e le quantità opportune  per i primi assaggi. 

Svezzamento: primo mese
Le linee guida internazionali della Who (World health organization) indicano di mantenere l’allattamento al seno fino almeno al 6° mese e solo successivamente consigliano l’introduzione dei primi alimenti solidi. Come indicato dalla piramide alimentare per l’infanzia, in questa prima fase la giornata sarà suddivisa in 4-5 pasti di cui uno a base di alimenti solidi. La cosiddetta prima pappa sarà così composta (le quantità di carne, pesce, frutta e verdura fanno riferimento ad alimenti per infanzia):

  • brodo vegetale con qualche cucchiaino di verdure passate (40g)
  • cereali (solitamente senza glutine) 20g
  • carne  (con la possibilità di introdurre il pesce almeno una volta la settimana): 40g
  • frutta in purea (50g)
  • olio extra vergine di oliva: un cucchiaino (5-6g).

Dal 7° mese a tutto il primo anno di vita
Dal 7° mese, si passa ad una maggior varietà. Oggi non c’è un consenso unanime che definisca il corretto susseguirsi di alimenti nella dieta del bambino, per questo il pediatra rimane la figura più importante cui riferirsi per indicazioni nutrizionali appropriate. I pasti saranno 4: due a base di latte (materno se possibile; altrimenti una formula appropriata) e due, pranzo e cena, a base di alimenti solidi. La Piramide dà le seguenti indicazioni (le quantità riportate sono riferite al prodotto fresco):

  • cereali (pastina, semolino, riso) ca 20g (2 volte al giorno)
  • le fonti proteiche variano nell’arco della settimana: carne (3 volte la settimana) circa 30g, pesce (3 volte la settimana) circa 16g, formaggio (2 volte la settimana) circa 30g, tuorlo d’uovo (una volta la settimana), legumi freschi (5 volte la settimana) circa 40 g
  • brodo vegetale e ortaggi, inizialmente passati poi a pezzettini: 15g ogni  pasto per un totale di 14 porzioni la settimana  
  • frutta fresca (80g per 2 volte al giorno) per un totale di 14 porzioni la settimana
  • olio extra vergine di oliva (un cucchiaino ad ogni pasto) .

Radaelli et al. Attitudes and practices of family pediatricians in Italy regarding infant feeding. Acta Paediatr. 2012; 101 (10): 1063-8
www.piramidealimentare.it/pg-af/infanzia1.php
www.piramidealimentare.it/pg-af/infanzia2.php

Francesca De Vecchi - specialista in scienze dell’alimentazione


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