Sanità

mar262013

La sfida alla Tbc in Europa parte dal farmacista ospedaliero

«L’evidenza è lampante: ci sono più di 380.00 nuovi casi di tubercolosi (Tbc) in Europa ogni anno, e il crescente problema delle forme multi-resistenti è aggravato dal fatto che molte persone non protraggono il trattamento per i 6 mesi previsti» così ha dichiarato Roberto Frontini, presidente della European association of hospital pharmacists (Eahp) in occasione della giornata mondiale della tubercolosi, domenica 24 marzo. «Per me è molto chiaro» ha dettol’esperto «che la farmacia ospedaliera ha un ruolo chiave nel migliorare la capacità dei sistemi sanitari europei di affrontare la sfida Tbc» riferendosi in particolar modo ad azioni quali il counselling sui medicinali, il monitoraggio delle terapie e la sorveglianza antimicrobica. E Frontini ha dettato anche la sua ricetta, in 5 punti:

  • assicurare il coinvolgimento dei farmacisti ospedalieri nel counselling per la tubercolosi a tutti i nuovi pazienti avviati alla terapia per incrementarne l’aderenza;
  • espandere il ruolo del farmacista ospedaliero nel monitoraggio dei pazienti con Tbc farmacoresistente e terapie farmacologiche in corso da lungo tempo
  • concentrare gli sforzi per migliorare la comunicazione tra professionisti ospedalieri e del territorio per fornire assistenza integrata
  • concedere ai farmacisti ospedalieri un ruolo dominante nella sorveglianza antimicrobica per prevenire l’insorgere di ulteriori resistenze nei confronti dei trattamenti antibiotici esistenti
  • raddoppiare l’attenzione sulla promessa di incentivi freschi per lo sviluppo di nuovi trattamenti antibiotici per la terapia della Tbc.

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