Fisco e tributi

ott292013

La ventilazione dei corrispettivi

Ai commercianti al minuto di articoli tessili e di vestiario, di prodotti alimentari, dietetici, farmaceutici e per l’igiene personale soggetti ad aliquote IVA diverse è concessa la facoltà di annotare i corrispettivi giornalieri senza distinzione di aliquote.

I commercianti al minuto di prodotti con differenti aliquote devono effettuare la liquidazione periodica dell’IVA in base alle annotazioni dei corrispettivi delle vendite del mese o del trimestre precedente. Dai corrispettivi registrati al lordo dell’IVA, occorre ricavare l’IVA dovuta in base all’aliquota applicabile (4%, 10% o 22%). A tal fine, di norma, è necessario annotare i corrispettivi giornalieri distinti per aliquota nel registro dei corrispettivi. Per esigenze di semplificazione, il legislatore fiscale ha concesso ai commercianti al minuto di articoli tessili e di vestiario, di prodotti alimentari, dietetici, farmaceutici e per l’igiene personale la facoltà di annotare i corrispettivi giornalieri senza distinzione di aliquote ed eseguire la liquidazione dell’imposta dovuta con il metodo della ventilazione dei corrispettivi introdotto dal DM del 24/02/1973. Tale metodo consente di calcolare l’IVA dovuta sulle vendite effettuate mediante scontrino in proporzione all’aliquota media IVA degli acquisti di beni destinati alla rivendita effettuati nel periodo di imposta. Grazie all’ausilio dei software oggi a disposizione, i commercialisti eseguono il calcolo della ventilazione in sede di liquidazione periodica dell’IVA, senza che nessun onere gravi sul commerciante interessato. Può essere opportuno rammentare che le fatture di vendita devono comunque e sempre riportare la distinzione per aliquote di imponibili ed imposta. Si tenga infine presente che Il DM del 24/02/1973 dispone che la ventilazione non è applicabile se l’ammontare annuo delle vendite di merce con emissione di fattura supera il 20% dei corrispettivi complessivi e che la ventilazione non è altresì applicabile a quei commercianti che abbiano acquistato nel periodo d’imposta beni destinati alla rivendita non rientranti nelle categorie dei prodotti già citati in misura superiore al 50% di tutti gli acquisti. In entrambi i casi, dall’anno successivo al verificarsi della condizione ostativa si dovranno annotare i corrispettivi separati per aliquota e calcolare l’IVA con il tradizionale metodo dello scorporo.

Rubrica a cura dello studio Furlotti Del Bue e dello studio legale tributario Costa-Bianchi, Parma


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