Sanità

lug12016

Legalizzazione cannabis, Garattini: la legge così com'è non va

Legalizzazione cannabis, Garattini: la legge così com’è non va
In attesa che il disegno di legge recante disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e suoi derivati inizi il suo percorso in Aula, le Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera, iniziano le prime audizioni nell'ambito dell'indagine conoscitiva. «La legge non va bene così com'è - spiega a Farmacista33, Silvio Garattini direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, qualche ora dopo la sua audizione - perché mette insieme la parte medica e la parte ricreazionale dell'uso della cannabis, mentre le due cose devono essere completamente distinte». Ma non solo. «Con questa legge, poi, si metterebbero in commercio sostanze che hanno effetti importanti dal punto di vista della tossicità, soprattutto per quanto riguarda gli effetti a lungo termine sui giovani che hanno un cervello ancora in formazione», aggiunge Garattini. Altro problema della legge, per il direttore del Mario Negri, è quello di imporre il divieto alla vendita della cannabis ai minorenni, senza però precisare come controllare e garantire la limitazione. «Non risolveremo così facendo nemmeno il problema della criminalità organizzata. È troppo ingenuo pensarlo, perché se non sarà la cannabis sarà un'altra sostanza ad essere venduta illegalmente».

Altro punto fondamentale che Garattini ha sollevato durante l'audizione, è quello della tassazione imposta alla eventuale vendita. «È una legge ipocrita - precisa - perché di fatto quello a cui mira è vendere qualcosa su cui viene messo almeno il 75% di tasse sul prezzo. Quando qualcuno guadagna soldi dalla vendita di qualcosa, è difficile che questo stesso qualcuno possa anche contrastarne la vendita stessa. C'è insomma una grande ambiguità e contraddizione di fondo». Intanto, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha ufficializzato l'approdo in aula del disegno di legge, il 25 luglio per la discussione generale e il giorno dopo l'avvio delle votazioni. Ma l'ufficializzazione della data ha avuto come primo effetto quello di scatenare la polemica tra favorevoli e contrari alzando la tensione anche all'interno della maggioranza.

Sulla stessa linea il presidente dell'Aifa Mario Melazzini, a sua volta audito, che sottolinea come sia necessaria «una netta distinzione fra legalizzare l'uso della cannabis e normarne l'impiego a fini terapeutici». «In assenza di titolazioni precise dei principi psicoattivi - sottolinea Melazzini - una liberalizzazione potrebbe esporre la popolazione a rischi non valutabili e non tracciabili. Soprattutto sarebbe difficile il controllo delle controindicazioni nelle sotto-popolazioni più esposte, pensiamo agli adolescenti, nei quali si riscontrano gravissime depressioni cliniche conseguenti all'abuso di psicostimolanti che si manifestano in serie sindromi amotivazionali. O ancora negli individui affetti da disturbi cardio-polmonari severi, in cui l'uso di cannabis può scatenare ipertensione, sincope o tachicardia; o pazienti con grave insufficienza epatica per il rischio di sviluppare steatosi e persone con precedenti storie di depressione e disturbi comportamentali. Come ente regolatorio a tutela della salute dei pazienti» conclude il Presidente Aifa «riteniamo fondamentale separare l'utilizzo terapeutico dalla liberalizzazione».

Rossella Gemma
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