Sanità

dic112017

Legge Bilancio, industria farmaceutica chiede garanzie contro rischi di futuri maxi-ripiani

Legge Bilancio, industria farmaceutica chiede garanzie contro rischi di futuri maxi-ripiani
Con due comunicati stampa lievemente differenti ma nella sostanza quasi "congiunti" Farmindustria ed Assogenerici chiedono garanzie alla Finanziaria sui pay-back a nome dei produttori. E vanno anche al di là, ritenendo "fondamentale" una riforma della governance farmaceutica. Insomma, non solo il testo della manovra com'è ora non è sufficiente per garantire la sostenibilità del sistema ma tutto il meccanismo pay-back andrebbe ripensato. A latere di tutto ciò, una bocciatura di quanto fin qui riporta la legge di stabilità da approvare alla Camera prima di Natale a proposito dei ripiani delle industrie. In merito agli sforamenti degli ultimi 4 anni il Legislatore postula una concordanza tra cifre dell'Agenzia del farmaco e calcoli delle singole industrie che invece è da dimostrare. Dal 2013 il pay back - quel 50% di maggior spesa rispetto ai parametri storici fissati che le industrie sono chiamate a rimborsare- è stato esteso alla spesa farmaceutica ospedaliera. E sono stati dolori perché gli sforamenti dei tetti fissati erano molto consistenti, si è arrivati a 1,5 miliardi distribuiti su tre anni. Successivi contenziosi ai Tar, uno sollecitato dai distributori, hanno prodotto tre sconfitte per il pubblico pagatore; successivamente l'Aifa ha accordato uno sconto del 20% per il ripiano 2013 e del 10 per il 2014 e 2015. Questo anche grazie ai risparmi sulle previsioni di spesa ottenuti dal Ssn per le vendite nelle farmacie territoriali nel triennio, risparmi che hanno determinato l'esclusione di farmacie e distributori dall'obbligo di ripianare. La Finanziaria 2018 ora intende chiudere la partita del triennio contestato ad aprile con una delibera ad hoc ma solo con le aziende produttrici che avranno ripianato il 2016 già a febbraio: in gennaio, è scritto nella manovra, è attesa la delibera Aifa con le cifre suddivise per singola azienda. Farmindustria e Assogenerici invocano, innanzi tutto, un meccanismo che, a pari esborso complessivo del Servizio sanitario, compensi la spesa per gli acquisti diretti delle Aziende e quella sostenuta nelle farmacie convenzionate, così che in caso di avanzo sul territorio risorse possano essere dirottate per alzare il tetto alla spesa ospedaliera e alleviare futuri ripiani. Farmindustria vorrebbe poi nuovi meccanismi di pay-back, «gli attuali rimangono complessi e non garantiscono la certezza e correttezza dei dati, obbligando in molti casi le imprese a pagare anche il 20% del fatturato». Assogenerici specifica: per il meccanismo di riparto del pay back si dovrebbe adottare il criterio delle quote di mercato sulla spesa Ssn. Per Assogenerici, «vanno inoltre lasciate inalterate le attuali regole che non chiamano al ripiano i farmaci fuori brevetto quando lo sfondamento derivi da farmaci innovativi, oncologici innovativi o orfani». Assogenerici chiede infine, come per la spesa farmaceutica diretta e convenzionata, un meccanismo di compensazione tra i Fondi per i farmaci oncologici e innovativi, «così che tutte le risorse stanziate possano essere realmente utilizzate per garantire l'accesso alle cure ai pazienti».

«Le aziende con grande senso di responsabilità si sono impegnate con il Ministero della Salute e l'Aifa per chiudere la stagione dei ricorsi, consentendo così alle Regioni di avere accesso ai pay-back già versati», afferma il comunicato Farmindustria. «Sarebbe una sconfitta per tutti - Stato, Regioni, Imprese - se i progressi fatti non trovassero la loro definitiva e positiva conclusione in questa Legge di bilancio. Manca solo l'ultimo miglio, ma senza correzioni urgenti alla manovra le aziende non lo potranno percorrere. E a risentirne saranno l'occupazione, l'innovazione, la scienza e la crescita». Enrique Hausermann presidente di Assogenerici rivolge «un accorato appello al Parlamento e al Governo perché non vada persa l'ultima chance per guardare al futuro con un sistema di governo della spesa più stabile e prevedibile».


Mauro Miserendino
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