Sanità

apr122011

Legge 38, più farmaci prescritti unico risultato

L'unico risultato apprezzabile, a un anno dall'approvazione della legge sulla terapia del dolore e sulle cure palliative (38/2010), è l'aumento della prescrizione dei farmaci oppiacei ma questo «è solo il recupero di un gap decennale. C'é una corsa da parte di alcune categorie di specialisti che dicono che si adeguano alla legge solo perché prescrivono un farmaco. La verità è che si fa fatica a considerare il dolore come un parametro vitale». A sostenerlo Paolo Notaro, responsabile della Terapia del dolore all'Ospedale di Niguarda di Milano e presidente della onlus Nopain, per il resto sostanzialmente negativo sugli effetti della legge. «La legge per le cure palliative e per la terapia del dolore è più avanti rispetto alla sua applicazione nella realtà e manca ancora molto perché alcuni standard diventino pratica operativa in ospedale e poi ancora più difficile sarà fare il link con il territorio». Oggi un individuo con dolore cronico approda a una struttura adeguata dopo due anni dalla comparsa del dolore. Questo implica, secondo Notaro, un aumento dei costi sanitari ma anche la realizzazione di numerosi esami diagnostici inutili.


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