Sanità

mag182012

Leopardi a Monti, liquidità dalle banche per le farmacie

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Un appello al premier Mario Monti perché intervenga nei confronti degli Istituti Bancari «affinché immettano sul mercato parte della liquidità economica ottenuta dalla Bce a tassi agevolati, facilitando così l’accesso al credito ad aziende ancora per lo più sane, come sono le farmacie italiane». A rivolgerlo in una lettera inviata al primo Ministro è il presidente di Utifar, Eugenio Leopardi (foto) visto che negli ultimi anni il reddito della farmacia si è notevolmente ridotto, in particolare nella dispensazione di farmaci per conto del Servizio sanitario nazionale e che i recenti provvedimenti del Governo porteranno alla riduzione dei proventi per ogni singola farmacia. Non solo, aggiunge Leopardi, «se a questo aggiungiamo il ricorso al credito al quale il titolare di farmacia è costretto a fronte del debito cono i fornitori in relazione ai ritardi di pagamento di molte Regioni, la situazione in molti casi diventa veramente preoccupante e si stanno verificando i primi casi di fallimento». Circa il 20% delle farmacie è in forte difficoltà economica, continua la lettera del presidente Utifar, che quindi chiede un’intercessione con gli Istituti bancari, con la consapevolezza, conclude la lettera, «che i circa 200 miliardi di euro che gli Istituti bancari italiani hanno ottenuto al tasso dell’uno per cento devono servire anche a sostenere le aste dei titoli di stato, non vorremmo che questo fosse l’unico utilizzo che ne venga fatto, penalizzando aziende sane, che si trovano in un momento di crisi di liquidità».


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