Sanità

feb62016

Liberalizzazione fascia C, Lorenzin: no a riforma distribuzione farmaco superficiale

Liberalizzazione fascia C, Lorenzin: no a riforma distribuzione farmaco superficiale
Il tema della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta «non può essere affrontato in un provvedimento sulla concorrenza. Non si considera, infatti, che si tratta di un tassello che regge un intero sistema». Questo, in sintesi, il punto di vista del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che sollecitata dai giornalisti in un incontro sulla dislessia a Roma, ha spiegato di non aver mai cambiato la sua opinione sul tema della distribuzione dei medicinali con ricetta fuori dalle farmacie. «Non si tratta di liberalizzarli, si tratta di venderli nei supermercati. E io non sono d'accordo», ha spiegato. Secondo Lorenzin, infatti «stato affrontato un tema specifico del sistema sanitario e della filiera dell'organizzazione sanitaria in un ddl liberalizzazione e concorrenza. Non si comprende che quel pezzettino di organizzazione fa tenere insieme tutto il sistema della distribuzione del farmaco, della farmacia territoriale, del controllo dei prezzi del farmaci. Se il Governo - e non il ministro della Salute ma un altro ministro - intendeva chiedere una riforma del sistema di distribuzione del farmaco, si doveva aprire un altro tipo di lavoro. Insomma poteva essere anche fatto, ma in modo diverso. È un tema complesso che non si può affrontare con l'accetta». Lorenzin ricorda, poi, che si è costruito tutto il Patto per la Salute e il sistema di prevenzione con una collaborazione con le rete delle farmacie, che saranno farmacie di servizio. «La farmacia è un luogo, soprattutto nelle località più remote - di campagna, di montagna nei paesini isolati che sono tanti in Italia - che permette di erogare una serie di servizi ai cittadini oltre alla semplice distribuzione». La farmacia, «e parliamo anche di quelle comunali, spesso - dice Lorenzin - è il primo presidio sanitario». La divisione in farmaci da banco e farmaci con ricetta, dice il ministro, «significa che alcuni prodotti hanno la necessità di essere erogati con ricetta e di avere un controllo da parte delle farmacia. Tra i farmaci in fascia C con ricetta ci sono gli psicofarmaci. Abbiamo voluto mantenere una specificità della farmacia. Ma per farla reggere sono necessarie alcune caratteristiche. È aperta la notte, si trova in ogni comune, porta il farmaco a casa quando è necessario». Ma bisogna anche garantirne la sostenibilità, e la distribuzione dei farmaci di fascia C con ricetta è parte integrante di questa possibilità, secondo il ministro. «È il motivo - aggiunge Lorenzin - per cui non si può fare una riforma della distribuzione del farmaco in Italia, che si tiene con tanti tasselli, in un modo semplicistico, superficiale e fatto con l'accetta. Se si deve fare una riforma della distribuzione del farmaco e si decide di farla, allora ci si siede ad un tavolo, si considerano tutti i parametri delicati che riguardano questa questione e si affronta. Fatta in questo modo è fare una cortesia alla grande distribuzione. E tutto questo non ha nulla a che fare con la liberalizzazione. Ma molto ha a che fare con il commercio, che è una cosa molto diversa rispetto alla tutela e alla distribuzione del farmaco che, non a caso, è un istituto che viene gestito ad hoc e in modo specifico», conclude Lorenzin.

Rossella Gemma
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