Sanità

ago262015

Liberalizzazioni, Bisozzi a Severgnini: farmaci e birilli (abbattuti)

Liberalizzazioni, Bisozzi a Severgnini: farmaci e birilli (abbattuti)
Si parla ancora di concorrenza sulla stampa nazionale, ma questa volta con una lettera inviata da Maurizio Bisozzi  membro del consiglio direttivo di Federfarma Roma a Beppe Severgnini giornalista del Corriere della sera, che con una metafora presa in prestito dal gioco del biliardo chiarisce alcuni punti e indica i rischi sanitari e sociali delle liberalizzazioni nel settore farmaceutico.

Caro Beppe,
primo birillo: in materia di farmaci, non esiste prova dell'equazione supermercato=risparmio. Molte farmacie praticano sconti e promozioni superiori alla grande distribuzione.
Il secondo birillo è sanitario: i farmaci di fascia C non sono per "patologie di lieve entità", ma al contrario sono sottoposti all'obbligo di ricetta perché delicati: parliamo di ansiolitici, antidepressivi, ormoni sessuali, etc.
Il birillo culturale è quello che equipara il farmaco a un qualunque bene di consumo. Posizionare farmaci sullo scaffale accanto ai surgelati vuol dire abbassare il livello di attenzione sulla potenziale pericolosità delle medicine.
Ultimo birillo abbattuto: quello sociale. Molte farmacie di quartiere chiuderebbero, com'è accaduto alle botteghe degli artigiani. Non si tratta di difendere una casta, ma usare ragionevolezza.

Maurizio Bisozzi

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