Sanità

lug172012

Liberalizzazioni e crisi accorciano le vacanze delle farmacie

Crisi più liberalizzazioni uguale vacanze più corte per i titolari. Il fenomeno è evidentissimo a Roma, dove quest’anno tra il 60 e il 70% delle 800 farmacie capitoline terrà chiuso per due settimane soltanto anziché le tre-quattro canoniche. E non siamo parlando solo del centro città, meta turistica in ogni stagione dell’anno: ad ascoltare il Comune, in media ogni Municipio conterà per tutto agosto tre presidi aperti. Federfarma Roma conferma: «Le farmacie che fanno quattro settimane di ferie non saranno più di un’ottantina, quelle che chiudono per tre circa 150-160» spiega Nino Annetta, vicepresidente di Assiprofar «tutte le altre fanno al massimo due settimane». Un orientamento, che, appunto, trova la sua spiegazione nelle liberalizzazioni. E nella crisi economica. «Si è verificato un effetto domino» osserva Annetta «qualche farmacista ha deciso di stare aperto più a lungo e gli altri hanno subito fatto lo stesso per il timore di non riuscire più a recuperare. E ci saranno casi in cui a restare al banco sarà solo il titolare, per non incidere sulle ferie del personale».
Situazione non dissimile a Torino, dove la liberalizzazione ha già inciso profondamente nelle aperture: più del 50% delle 279 farmacie del capoluogo ha rinunciato del tutto al turno di chiusura oppure lo ha ridotto sensibilmente (mezza giornata alla settimana oppure un giorno ogni due). E ora le ferie: una ventina circa di presidi le ha abolite del tutto e un’altra trentina le ha ridotte a una o due settimane rispetto alle tre canoniche. «E il prossimo anno» osservano a Federfarma Torino «quelle che non chiudono saranno ancora di più».


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