Sanità

ott142016

Liberalizzazioni fascia C, Calenda: si poteva fare di più. Ora si acceleri l'iter Ddl

Liberalizzazioni fascia C, Calenda: si poteva fare di più. Ora si acceleri l’iter Ddl
«Il ddl sulla concorrenza è un testo che ho ereditato e sul quale mi sarei spinto più in là, come ad esempio sulle liberalizzazioni dei farmaci di fascia C». A dichiararlo, senza mezzi termini, è il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, intervenuto oggi su RepubblicaTv. Per il ministro esiste un problema nel meccanismo di creazione della legge sulla concorrenza. «Un decreto legge - ha detto - sarebbe senza dubbio più incisivo. La concorrenza fa bene a tutti e male ad alcuni, per questo motivo alcuni si fanno sentire di più». E sempre sui farmaci di fascia C il ministro precisa che non c'entrano le lobby, ma succede semplicemente che «un pezzo di Parlamento non vuole liberalizzarli. Ma la legge va portata a casa e assolutamente calendarizzata. La prossima settimana mi vedrò coi capigruppo per accelerare l'iter».

L'annuncio di Calenda, trova il plauso di Davide Gullotta presidente della Federazione nazionale Parafarmacie italiane: «Ci auguriamo» commenta Gullotta «che il titolare del dicastero sostenga la battaglia delle parafarmacie affinché sia valorizzato il professionista farmacista e non le mura dove il mestiere si esercita».
E arriva proprio nella giornata in cui Altroconsumo ha organizzato a Milano una tavola rotonda "Liberalizzazioni, leva di sviluppo per l'Italia, il punto nel settore farmaci" per parlare di liberalizzazione di settori chiave in particolare dell'accesso ai farmaci di fascia C, per i relatori, «una necessità non più procrastinabile per i cittadini e per il sistema Paese».

Tra i relatori Adriana Galgano di Scelta Civica; Alberto Moretti, Direttore marketing canali distributivi Conad; Davide Gullotta, Presidente Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane; Giulio Vidotto Fonda, Ricercatore Sociale Swg; Paolo Belardinelli, Ricercatore Istituto Bruno Leoni. «La fetta di mercato rappresentata dai farmaci non mutuabili con obbligo di prescrizione medica» hanno sottolineato «è più che rilevante: nel 2015 è stata di circa 3 miliardi di euro, pari al 36% della spesa privata complessiva sostenuta dai cittadini per acquistare farmaci». La fotografia di Altroconsumo, venuta fuori dalle 100 farmacie di 10 città italiane (Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Palermo, Bari, Firenze, Genova e Padova), ha fatto emergere una situazione di cecità sulle possibilità di risparmio per il cittadino: solo una farmacia su cento ha proposto lo sconto (8% sul prezzo in confezione).

La mancata liberalizzazione della fascia C, inoltre, costa ai cittadini più di 500milioni di euro ogni anno, e cresce la consapevolezza dei consumatori che risparmiare è possibile. Secondo una recente indagine Swg, il 47% degli intervistati pensa che per migliorare il mercato c'è bisogno di maggiore concorrenza, in particolare nel settore farmaceutico. Il monitoraggio che Altroconsumo porta avanti dal 2006 a oggi sull'andamento del prezzo di 70 farmaci senza ricetta, Sop e Otc, dimostra comunque un freno all'aumento del prezzo grazie alla presenza di altri canali di vendita. E forse a cambiare gli scenari, hanno spiegato i relatori, potrebbe essere l'arrivo del ddl concorrenza, che ristagna però ancora in Senato.

«Altroconsumo vuole guidare il cambiamento e le liberalizzazioni - ha spiegato Franca Braga di Altroconsumo - per agire su più livelli. Non solo un intervento di tecnica economica per aumentare il grado di concorrenza, calmierando i prezzi e aprendo alla pluralità di canali e di orari nell'accesso al servizio. Anche e soprattutto, trasformare un contesto economico-sociale oggi immobile, permeato di corporativismo che blocca lo sviluppo e la crescita del sistema Italia». Per Belardinelli, invece, dell'Istituto Bruno Leoni, «il mercato del farmaco è un mercato molto chiuso e nel tempo non si è percepita per niente la rivoluzione che avrebbe dovuto portare la liberalizzazione del settore. E questo non può non far pensare ad una liberalizzazione monca, proprio perché ad esempio si è spesso mosso lo spettro di farmaci che sarebbero stati venduti come fossero in un supermercato, quindi con le stesse logiche che regolano un supermercato». E la soluzione tracciata da Belardinelli è quella della liberalizzazione del settore «ma continuano ad esserci su questo tema delle frizioni che sono principalmente di due tipi: una legata alla preoccupazione che i farmaci rappresentano un pericolo per la salute delle persone e quindi si crede che la liberalizzazione ne permetta una vendita più "leggera". Da un altro punto di vista tutti agitano la preoccupazione che liberalizzando i farmaci di fascia C aumentino i costi per la spesa pubblica. Ma questa è una preoccupazione generica che poi non trova fondamento». I farmaci di fascia C per una farmacia, ricorda Belardinelli, «rappresentano il 17% del fatturato e ad otto anni dalla liberalizzazione di Bersani, sono ancora le farmacie a detenere il possesso della vendita dei farmaci: ne vendono, infatti, il 90% del totale».


Rossella Gemma
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Raccomandazioni sulla gestione della rinite allergica in farmacia
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Ascioti - Reparto dermocosmetico - Guida al cross-selling
vai al download >>

SUL BANCO