Sanità

feb202018

Liberalizzazioni, Mnlf e Fnpi: obiettivo comune libero esercizio della professione

Liberalizzazioni, Mnlf e Fnpi: obiettivo comune libero esercizio della professione
Perseguire in maniera comune l'obiettivo della libertà di esercizio professionale e un secco no a qualsiasi azione che si proponga di superare l'esperienza delle parafarmacie. Queste le parole d'ordine sono state lanciate nella relazione introduttiva e nei numerosi interventi che si sono succeduti nella riunione operativa organizzata, a Fano nei giorni scorsi, dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) e dalla Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane (Culpi) a cui ha aderito la Federazione nazionale parafarmacie italiane (Fnpi). Le associazioni hanno ribadito la necessità di perseguire in maniera comune l'obiettivo della libertà di esercizio professionale e il proprio no verso qualsiasi azione che si proponga di superare l'esperienza delle parafarmacie, un'esperienza, hanno detto, tutt'altro che negativa come attestano i dati in crescita. Con un presupposto, si legge in una nota congiunta: "Liberalizzare porta ricchezza diffusa sia in termini di risparmio per i cittadini, sia per combattere quel fenomeno che si chiama povertà sanitaria. Liberalizzare porta crescita economica attraverso nuovi investimenti e nuova occupazione.

Alle istituzioni è stato ricordato che "le parafarmacie non sono meri negozi commerciali, ma presidi ove si dispensa salute perché presente un farmacista. Questo capitale diffuso su tutto il territorio non va osteggiato, ma valorizzato, usato per fare prevenzione, informazione, screening e quant'altro sia utile a tutelare la salute pubblica". Alla politica è stato lanciato il messaggio di "abbandonare comportamenti protezionistici e riprendere il percorso delle liberalizzazioni guardando agli interessi reali dei cittadini. Tornare a progettare riforme abbandonando vecchi schemi corporativi per il bene comune delle comunità che rappresentano". E infine, a Federfarma e ai titolari farmacia "l'invito a riflettere come proprio le liberalizzazioni non siano il miglior antidoto contro l'arrivo delle multinazionali e la creazione di fatto di un oligopolio. Ad essere colpite saranno proprio le realtà più piccole e se si vuole davvero difendere questo patrimonio bisogna innanzitutto cancellare diseguaglianze ed iniquità all'interno della categoria".
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