Sanità

gen152015

Liberalizzazioni, Mnlf: più della metà delle sedi non saranno mai aperte

Liberalizzazioni, Mnlf: più della metà delle sedi non saranno mai aperte
Il dibattitto sulle liberalizzazioni innescato dall'intervista di Farmacista33 al sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari non accenna a placarsi. L'oggetto del contendere è diventato il numero di nuove sedi che saranno aperte per effetto del concorso straordinario, dopo che ieri un comunicato della Fofi ha puntualizzato come le sedi da aggiudicare siano 2600 circa e non 5000 come paventato da alcune associazioni di categoria, tra cui il Movimento nazionale liberi farmacisti. Ed è proprio Mnlf a riprendere il discorso ribadendo come il vero problema sia che «più della metà delle farmacie non saranno mai aperte perché previste in zone con bassissimo numero di abitanti», questo, sottolinea la nota «perché le stesse sedi sono state previste da moltissimi comuni in zone con una densità abitativa che non permetterebbe di aprire nemmeno una bancarella di ortofrutta». Quanto al numero di 5000 farmacie i liberi farmacisti precisano come sia stato «fatto proprio da chi nei giorni scorsi del dibattito parlamentare intendeva impedirne l'approvazione», Mnlf poi snocciola esempi di sedi che non saranno mai aperte: «Piemonte - Denice (AL) 197 abitanti, Lombardia - Averara (BG) 195 abitanti, Blello (BG) 79 abitanti, Abruzzo - Calascio (AQ) 127 abitanti, Caporciano (AQ) 127 abitanti, Molise - Castelpizzuto (Is) 127 abitanti, Calabria - Carpanzano (Cs) 281 abitanti, Sicilia - Roccafiorita (Ms) 226 abitanti, Sardegna - Semestene (SS) 179 abitanti, Albagiara (Or) 281 abitanti. Intelligenza politica» aggiunge la nota «avrebbe voluto che almeno queste poche sedi fossero immediatamente assegnate, invece no, l'ingordigia fa brutti scherzi e i ritardi che ci sono stati e che ci saranno anche dopo la pubblicazione delle graduatorie sono venuti e verranno proprio dai titolari di farmacia che nella prima fase non si sono risparmiati in ricorsi ai Tar regionali. Tutto ciò» conclude la nota «è quindi solo fumo negli occhi dei politici nel tentativo di far credere che la questione del monopolio del farmaco in Italia sia stato definitivamente risolto. I cittadini sanno perfettamente quanto costano i farmaci di fascia C, quelli con obbligo di ricetta ma non a carico del Ssn, sanno che per questi medicinali la concorrenza non è mai arrivata. Federfarma stia tranquilla sin quando in questo settore non entrerà un minimo di equità nessuno ha intenzione di ammainare la bandiera del diritto, lo stesso diritto pesantemente offeso da una sentenza della Corte Costituzionale che nelle motivazioni ha fatto sorridere molti autorevoli giuristi».

Marco Malagutti

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