Sanità

feb72015

Liberalizzazioni, preoccupazioni per tenuta del sistema. Consumatori: risparmi ai cittadini

Liberalizzazioni, preoccupazioni per tenuta del sistema. Consumatori: risparmi ai cittadini
Continua la discussione, tra voci contrarie e voci favorevoli, sul pacchetto Liberalizzazioni del Mise che incombe su vari settori tra cui sanità e filiera del farmaco, ancora sotto limatura e che dovrebbe essere in discussione del Cdm il 20. «L'Italia» interviene il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi «non ha bisogno di più farmacie, per di più in ordine sparso, ma di farmacie che assolvano appieno al loro ruolo di presidio sanitario, garantendo un migliore supporto alle terapie farmacologiche e lavorando con sistemi di remunerazione più efficienti per le casse pubbliche». Il «provvedimento contiene il rischio di aprire il settore alle multinazionali», creando «un futuro di farmacie concentrate nei centri cittadini, in concorrenza feroce sui prezzi e con la necessità di vendere quanto più possibile». La via da percorrere è un'altra: «se in farmacia si potessero dispensare effettivamente alcuni servizi sanitari di base, e se la remunerazione del farmacista non fosse legata al prezzo del farmaco ma alla consulenza di aderenza alla terapia farmaceutica, avremmo una vera riforma». Preoccupazioni anche dalla Fofi che, attraverso le parole del segretario Maurizio Pace, ricorda le difficoltà del settore, dalla «riduzione dei margini», al concorso straordinario «vanificato da questa manovra», all'«incapacità di versare i contributi previdenziali da parte di molti titolari di farmacia e parafarmacia», agli «strumenti finanziari attivati a sostegno dell'attività che stanno cedendo sotto il peso della crisi». «In queste condizioni, ulteriori deregolamentazioni significherebbero il venir meno del carattere di impresa civile della farmacia, e la desertificazione delle aree meno "appetibili" in particolare nel Mezzogiorno. L'unico sbocco plausibile sarebbero infatti le concentrazioni e le integrazioni verticali all'interno della filiera, nella migliore delle ipotesi, oppure l'infiltrazione di capitali di non chiara provenienza che ormai in tutto il paese sono alla ricerca di sbocchi». «Il problema è uno solo e solo su questo piano accettiamo il confronto» è invece l'attacco di Davide Gullotta, presidente della federazione Nazionale parafarmacie italiane «è inammissibile che a oggi, così come accadeva nelle corporazioni medioevali, la professione di farmacista ancora si eredita di padre in figlio». E in questo senso «bisogna leggere anche le recenti sentenze della Corte Costituzionale ed Europea che non escludono affatto la vendibilità della fascia c in parafarmacia: escludono bensì l'incostituzionalità della legge e rimandano la questione al legislatore italiano». Tra le voci a favore anche Federconsumatori: «Il nostro Osservatorio Nazionale, che da anni sostiene la necessità di ampliare la vendita dei farmaci di fascia C anche attraverso il canale delle parafarmacie, ha calcolato che, in tal modo, si otterrebbero risparmi di circa 42 euro annui a famiglia». Non crediamo, continua, «all'ipotesi di un possibile "abuso di farmaci". Ma se proprio si volesse evitare di incorrere in un rischio simile la strategia da percorrere non è contrastare un abbattimento dei prezzi - sempre e comunque positivo - bensì avviare campagne informative sull'appropriatezza e sul corretto uso dei farmaci. Nelle parafarmacie e nei corner all'interno dei supermercati, inoltre, vi sono dei professionisti in grado di consigliare ed informare i cittadini sull'utilizzo dei farmaci acquistati». 

Francesca Giani

discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Frongia - Casettari -Il galenista e il laboratorio
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO