Sanità

mar302012

Liberalizzazioni, sul parere del Ministero le Regioni non arretrano

croce-farmacia

Le indicazioni applicative sul decreto liberalizzazioni diffuse dall’ufficio legale del ministero della Salute non sono né errate né irragionevoli. È la risposta – secca e raggelante – che arriva dalle Regioni alla diffida con cui la settimana scorsa Federfarma aveva cercato di dissuadere i governi locali dall’applicazione delle disposizioni ministeriali. Per il sindacato titolari, il documento della Salute (che confermava l’abolizione della pianta organica ed estendeva a tutte le farmacie il comma 17 sui 65 anni per la direzione) risultava «manifestamente errato, irragionevole e illegittimo». E così, ieri rappresentanti delle Regioni (tra i quali Loredano Giorni, direttore del servizio farmaceutico della Toscana, e Luigi Mezzalira, del Veneto) e funzionari del Ministero si sono incontrati a Roma per riesaminare il parere. E confermarne la validità, ribadita anche in un comunicato “interno” che in queste ore starebbe girando tra le Regioni.
Se ne saprà di più oggi stesso, ma per Federfarma – che aveva rinviato lo sciopero del 20 marzo a fronte delle aperture di Balduzzi – potrebbe essere una doccia fredda. Anche perché sulla questione più spinosa per le farmacie, i 65 anni, da Giorni non arrivano parole rassicuranti: «I principi enunciati dal Ministero» dice a Farmacista33 il dirigente regionale «sono validi. Anche sui tempi di applicazione della norma è stato chiarito già tutto». E sempre sul comma 17, ieri Federfarma Lazio ha pubblicato sul Messaggero di Roma un annuncio nel quale si chiede al Ministro un incontro per dare modo alle farmacie di esprimere le loro preoccupazioni sulla norma.


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