NUTRIZIONE

nov162011

L’olio di pesce non stimola il cervello dei piccoli

A dispetto di alcune evidenze circa il beneficio, per lo sviluppo intellettivo dei neonati, dell’assunzione in gravidanza di integratori a base di olio di pesce, uno studio dimostra che non vi sono differenze tra i bimbi all’età di 6 anni indipendentemente dalla supplementazione materna. Per lo studio di coorte Nuheal (Nutraceuticals for a healthier life) donne sane e incinte, afferenti ai 3 centri europei partecipanti, sono state assegnate ad assumere, dal sesto mese di gravidanza in poi, integratori di: olio di pesce, olio di pesce e folato, solo folato o placebo. All’incirca 7 anni più tardi il team di ricercatori, guidato da Cristina Campoy della università di Granada in Spagna, ha somministrato test d’intelligenza a 154 bambini nati da questo gruppo di mamme. I bambini hanno ottenuto risultati sovrapponibili ai test, indipendentemente dal tipo d’integratore che era stato assunto dalla madre. In realtà, all’età di 6 anni è emersa una differenza a favore dei bimbi le cui madri avevano elevati livelli di Dha negli eritrociti nel periodo del parto. Però queste donne non erano necessariamente quelle che avevano assunto integratori di olio di pesce. Presumibilmente i valori riscontrati «riflettono l’introito di Dha da diverse fonti e per un lungo periodo di tempo, e stanno a indicare che esso è più efficace di una supplementazione circoscritta al periodo della gestazione» concludono gli autori.

American Journal of Clinical Nutrition, online August 17, 2011


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