Sanità

apr192013

L’ordine di Macerata va incontro ai cambiamenti della professione

Si è svolta domenica scorsa l'assemblea annuale dell’ordine dei farmacisti di Macerata, all’insegna delle sfide e difficoltà che la professione si è trovata ad affrontare nell’ultimo anno. «Sono molto preoccupato» ci ha detto il presidente dell’ordine, Luciano Diomedi «perché stiamo assistendo a una situazione occupazionale che non avremmo mai immaginato di vedere. I farmacisti in cerca di un lavoro sono oltre il 10%, e non sto parlando solo dei nuovi iscritti, ma anche di chi un lavoro l’aveva e l’ha perso. Ritornano poi all’Ordine gli Informatori scientifici del farmaco, rimasti disoccupati, nel tentativo di ri-occuparsi sul territorio». Una situazione difficile che l’Ordine ha voluto sostenere «rinnovando lo sconto del 40% della quota associativa agli iscritti disoccupati; una misura molto apprezzata già lo scorso anno» ha riferito Diomedi «che porta da 115 a 70 Euro la quota d’iscrizione annuale. Tra l’altro la quota di Macerata è tra le più basse d’Italia, in linea con quella di Roma, con la differenza che la prima conta 621 iscritti, la seconda circa 5.000. Per restare nelle Marche, per esempio, Ascoli Piceno richiede 175 Euro». Per completezza d’informazione aggiungiamo che gli ordini provinciali devono devolvere 41 Euro di ciascuna quota associativa alla Federazione nazionale (Fofi). Conti a parte «osserviamo con preoccupazione i cambiamenti politici che hanno riguardato la professione» conclude il presidente dell’ordine di Macerata «che sembrava dover moltiplicare i posti di lavoro, mentre quella che stiamo registrando, per la prima volta, è una difficoltà di occupazione».(E.L.)


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