Sanità

lug152013

Lorenzin, iter rapido per nuovi farmaci oncologici

Beatrice Lorenzin viola

Per i farmaci rari e per gli antitumorali l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) dovrà prevedere un iter accelerato che entro massimo 100 giorni dovrà portare all'autorizzazione per l'inserimento nel prontuario nazionale. È quanto prevede un emendamento per snellire e soprattutto velocizzare le autorizzazioni necessarie alla commercializzazione di farmaci rari e oncologici, deciso dal Consiglio dei ministri di venerdì, illustrato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

«La disciplina vigente - ha spiegato il ministro - prevede che un farmaco, per esser dispensato a carico del Servizi Sanitario Nazionale debba essere autorizzato da Aifa e collocato nel prontuario nazionale e successivamente in quelli regionali. Una legge introdotta nel 2012 prevede che un farmaco, che ha ottenuto l'autorizzazione comunitaria, può essere immesso nel mercato a pagamento in attesa della conclusione dell'iter di autorizzazione».  «Questo ha provocato un ritardo fra l'immissione nel commercio e l'immissione nel prontuario che può arrivare a 24 mesi. Noi riteniamo che per quanto riguarda i farmaci orfani che curano le malattie rare e per quelli di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale» come gli antitumorali «si debba aprire una corsia preferenziale nell'iter, così da avere tempi ridotti e certi per la dispensazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale». In base all'emendamento, ha aggiunto Lorenzin, l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) è tenuta a esaminare i dossier con assoluta priorità e a chiudere l'Iter entro 100 giorni». Inoltre, ha concluso, «l'emendamento prevede che le aziende produttrici abbiano l'onere di presentare domanda di inserimento nel prontuario entro 30 giorni dall'autorizzazione al commercio da parte della comunitaria». Il provvedimento del ministro è stato accolto con favore dagli oncologi. «Il Ministro Lorenzin ha dimostrato attenzione e tempestività nei confronti dell’oncologia: Le va riconosciuto», dichiara Gianpiero Fasola Presidente Cipomo. «Ci riserviamo di valutare in modo più approfondito il testo della proposta, ma riteniamo un buon segnale che il problema che abbiamo sollevato sia stato affrontato in tempi brevi dal Consiglio dei Ministri» conclude Fasola.


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