Sanità

ott282016

Lorenzin: riforma Titolo V importantissima, ricadute su quotidianità dei cittadini

Lorenzin: riforma Titolo V importantissima, ricadute su quotidianità dei cittadini
La modifica del Titolo V della Costituzione «è importantissima, è una di quelle modifiche che cala nelle vite delle persone. Forse per molti è difficile capire il funzionamento tecnico tra Camera e Senato, invece il Titolo V è proprio una cosa che la gente vive quotidianamente, soprattutto per la parte sociale e sanitaria». Non ha usato mezzi termini il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della conferenza stampa che ha concluso gli incontri organizzati da Agenas con i responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, con lo scopo di gettare le basi per la costituzione di un vero e proprio "network della legalità in sanità" composto dai professionisti che, nominati a invariata di costo (senza compenso) da ciascun Direttore Generale tra i Dirigenti di Secondo livello, dovranno vigilare sui processi organizzativi della propria aziende e contemporaneamente contribuire a diffondere una migliore cultura della legalità e della trasparenza.

«Sono tantissimi i contenziosi, accesi dal 2000 in poi, per quanto riguarda le norme concorrenti. Pensiamo, ad esempio, a quante leggi riguardanti il sociale e la salute sono state impugnate. Accade - ha spiegato ancora il ministro - che la materia non è più concorrente ma esclusiva: la funzione organizzativa è in mano alle Regioni e le norme generali per la salute, il sociale e la sicurezza alimentare in mano allo Stato. Vuol dire che le norme generali del Ministero saranno prescrittive per le Regioni». Per Lorenzin si potrà ad esempio decidere un unico modello di piani diagnostici terapeutici da applicare in tutto il territorio. «Oggi, addirittura, assistiamo al fatto che i Pdta (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, ndr) siano diversi tra Asl e Asl». Altra questione, l'accreditamento che oggi ognuno fa con norme diverse mentre ci potrebbe essere, ha spiegato il ministro, un unico modello valido per tutti. Ma la riforma del Titolo V agirà anche sulla clausola di supremazia. «Ogni volta che si ritiene che sia leso il diritto alla salute - ha spiegato Lorenzin - si può intervenire con una norma parlamentare: questo ci permette di intervenire a tutela della salute dei cittadini. Ma anche per le Regioni è molto più semplice: avranno le materie puramente in modo esclusivo e la Conferenza delle Regioni non sarà più tenuta a questo continuo rimpallo, dove tanti soggetti decidono diversamente, ma le Regioni dal punto di vista organizzativo e funzionale saranno più veloci nell'applicare le norme e nell'assunzione di responsabilità», ha concluso. E il ministro ha voluto poi fare delle specifiche sulla Legge di stabilità. «I rinnovi contrattuali e delle convenzioni della dirigenza medica - ha detto -rientrano nella parte dedicata alla pubblica amministrazione, e spero che ci sia una corsia preferenziale per il settore».

«C'è una parte del fondo sanitario - ha aggiunto - dedicata alla stabilizzazione dei precari e alle nuove assunzioni con sblocco del turnover, un fondo che verrà rifinanziato anno per anno. Per quanto riguarda assunzioni e stabilizzazioni ci siamo tenuti in modo molto prudenziale intorno alle 7000 persone, tra infermieri e medici, ma potrebbero essere di più» assicura.


Rossella Gemma
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