Sanità

giu142016

Lorenzin: spese per farmaci innovativi sono investimenti, via da fondo sanitario

Lorenzin: spese per farmaci innovativi sono investimenti, via da fondo sanitario
«Oggi la gestione dei farmaci innovativi in Italia è emergenziale, domani deve diventare strutturale. Queste terapie, insieme alla guarigione dei pazienti, consentono grandi risparmi sulle terapie future, dunque vanno considerate investimenti. Non sono spese di cassa ma in conto capitale, da ascrivere a uno specifico capitolo differente dal Fondo sanitario nazionale. Certo, ci vuole un sistema capace di mappare i pazienti, regioni capaci di far funzionare i registri per patologia, così ho chiesto alle Regioni di far partire con noi il dibattito sul prossimo Patto della Salute 2017-2020». Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (foto) si definisce "pessimista cosmica", ma sprigionano ottimismo le sue parole alla presentazione del libro di Luca Pani, direttore generale dell'Agenzia del Farmaco "l'innovazione sostenibile" edito da Edra. Il volume traccia un quadro della rivoluzione portata dalle nuove terapie nei servizi sanitari e del ruolo della genomica e dei dati clinici informatizzati che mappano le caratteristiche della popolazione con la massima "risoluzione". Dal consesso, ospiti anche il Farmacologo Giuseppe Remuzzi dell'Istituto Mario Negri, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi e Paola Kruger dell'European Patient Academy for Therapeutical Innovation in rappresentanza dei malati, viene fuori che i servizi sanitari nazionali, tra cui il nostro, tengono meglio delle assicurazioni sanitarie di fronte alle scoperte farmacologiche. Remuzzi ricorda lo sconcerto espresso dalla Commissione Finanze Usa al produttore dei nuovi antiepatite di fronte ai costi per le compagnie assicurative Usa. Costi che pure presto saranno ridotti grazie al fall-out tecnologico della ricerca (in vivo) su queste ed altre molecole. Per contro, come sottolinea Pani, in un momento vivace per la ricerca mondale, dove sta arrivando la terapia genica del RNA dopo quella del DNA, i servizi sanitari nazionali sono i soliche reggono il generico, l'antibiotico e le terapie innovative. Anche quelle in arrivo: immunoterapia dell'asma, nuovi farmaci oncologici, endotossine batteriche tra cui una anti-colite pseudomucomembranosa. «Non fatevi ingannare, nessuna assicurazione regge tutto insieme. Noi possiamo reggere. Ma la logica dei tetti e anche quella più recente del cost e risk-sharing sono superate, occorrono forme innovative di payment by result dove ogni nuovo dato della ricerca sia utilizzabile nel negoziato con l'industria». Pani annuncia l'edizione inglese del volume Edra, che riporta la prefazione del Ministro, e un prossimo libro a quattro mani con il presidente Aifa Mario Melazzini dal titolo "Innovazione 4.0".
In un contesto dove Scaccabarozzi ricorda che l'industria per sviluppare un nuovo farmaco in grado di rispondere alle richieste Aifa mette 2 miliardi di euro, ma dove -replica Remuzzi- a un medicinale che funziona come gli anti-Hcv bastano poche settimane sui mercati globali per far superare ai profitti il quintuplo del costo, tutti sono chiamati a una riflessione: industria, cittadino ("che non ha deciso di diventare paziente", sottolinea Kruger) ed istituzioni, aziende sanitarie e regioni in primis. Afferma Lorenzin: «Le tecnologie che oggi sembrano costarci di più domani ci aiuteranno perché l'interazione di sistemi informatici ci consentirà di avere diagnosi e prevenzione più appropriate. Se siamo in grado di fare una valutazione sui costi evitati dai nuovi farmaci antiepatite in termini di trapianti di fegato evitati e loro conseguenze, possiamo vedere questa spesa come investimento. Però dall'altra parte non possiamo esimerci da registri, controllo dei Drg, Health Technology assessment. La richiesta di registri è comune a tutta Europa e stiamo per mettere a disposizione il nostro approccio a piccoli paesi Ue in tal senso; la nostra ambizione nel prossimo triennio è uniformare la produzione di dati. Oggi il Ssn è trasparente ed efficiente a macchia di leopardo, qui è possibile avere antibiotico e cure innovative e là no, non possiamo più permetterci questa disomogeneità».

Mauro Miserendino
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