Sanità

giu122017

Lotta al cancro, Melazzini (Aifa): non solo innovati ma anche prevenzione e diagnosi precoce

Lotta al cancro, Melazzini (Aifa): non solo innovati ma anche prevenzione e diagnosi precoce
«Garantire ai cittadini le cure più appropriate, l'accesso rapido all'innovazione reale, la sicurezza delle prestazioni, in un contesto di sostenibilità ed efficienza del sistema». È questa, secondo un editoriale del Direttore generale di Aifa, appena pubblicato sul sito dell'Agenzia, la «sfida epocale» cui sono chiamate «le autorità sanitarie» nell'ambito della lotta contro il cancro. Diverse, sottolinea il Dg di Aifa «le leve su cui agire» che «richiedono grande impegno e responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti: la politica, le istituzioni, le aziende, gli operatori sanitari e i pazienti».

Per cominciare sono imprescindibili «risorse economiche dedicate perché il sistema richiede investimenti ingenti nell'ambito della ricerca e dello sviluppo oltre a dover fare fronte ai costi spesso abnormi delle molecole innovative. I fondi strutturali previsti dalla legge di Bilancio 2017 (500 milioni di euro l'anno per il Fondo dei farmaci innovativi e per il Fondo dei farmaci innovativi oncologici) e fortemente voluti dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin rappresentano una risposta concreta a un bisogno di salute reale e immediato» spiega Melazzini «assicurare ai pazienti le più appropriate terapie innovative disponibili, anche quando esse abbiano un costo altrimenti insostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale».

Ma «promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove molecole e accelerare l'accesso ai farmaci innovativi non è però, l'unica via per contrastare il cancro. Negli ultimi anni abbiamo assistito a importanti progressi nei tassi di sopravvivenza e di guarigione. L'obiettivo da raggiungere è adesso cronicizzare sempre più la malattia e per raggiungerlo bisogna utilizzare strumenti diversi e complementari. Una strategia efficace non può prescindere dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce, che oltre a ridurre in modo significativo l'incidenza dei tumori e i tassi di mortalità, consentirebbero di conseguire risparmi più che mai utili per affrontare bisogni di salute non ancora soddisfatti, sia nell'area oncologica che in altre aree terapeutiche». E proprio sul tema della prevenzione Melazzini cita un recente editoriale del Lancet "Cancer risk paradox: grand plans fall short?" che «invita a una riflessione sul tema della prevenzione e sull'opportunità di contrastare a monte quei fattori di natura ambientale che possono causare patologie tumorali. "Per eliminare il cancro" conclude l'editoriale i governi devono identificare e agire non solo sull'aumentata suscettibilità al rischio, ma anche per garantire che le persone non siano esposte a materiali cancerogeni a causa di gravi omissioni nella gestione dell'ambiente". Uno spunto prezioso, secondo il Dg Aifa «per ricordare e ricordarci che il migliore investimento sulla salute, a livello individuale e collettivo, passa per l'informazione, la diagnosi precoce, ma soprattutto la prevenzione dai fattori di rischio, grazie a stili di vita sani e a una responsabile cura dell'ambiente».
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