Sanità

feb22017

Luciani (Federfarma Umbria) su polemica milleproroghe: campagna elettorale più che legittima

Luciani (Federfarma Umbria) su polemica milleproroghe: campagna elettorale più che legittima
«Da Federfarma Torino solo campagna elettorale? Mi sembra più che legittimo». Così il presidente di Federfarma Umbria Augusto Luciani interviene nella querelle apertasi dopo lo scambio tra Marco Cossolo, che rappresenta l'associazione torinese, e il presidente di Federfarma nazionale Annarosa Racca. «È un fatto democratico presentare i propri programmi alla vigila di una scadenza elettorale e prospettare le proprie possibilità di governance nella Federfarma che verrà, anche perché» aggiunge Luciani «il consiglio uscente non ha più i requisiti per presentarsi avendo fatto tre mandati.

È inevitabile che qualcuno si preoccupi del nuovo corso». Secondo il presidente di Federfarma Umbria, perciò, l'attuale presidente non dovrebbe ricandidarsi anche se, va detto, il primo dei tre mandati non è stato completo come la stessa Racca ha più volte ricordato. «I tre mandati sono stati completi, fatta eccezione per quindici giorni» precisa Luciani. «Il primo mandato è stato nel 2008, poi ha vinto le elezioni e ne ha portati a termine altri due. Perciò secondo lo statuto, che ho collaborato a rifare, non dovrebbe essere candidabile». Ciò premesso, per il rappresentante dei titolari umbri, «se l'attuale presidente ha i requisiti per concorrere si faccia la battaglia sul campo». È in nome di questo presupposto che per Luciani il recente intervento di Marco Cossolo è del tutto lineare. «È giusto che chi si candida alla nuova governance presenti squadra, programma e soluzioni. Federfarma ne ha veramente bisogno. Ed è auspicabile che a un ruolo così difficile e importante si candidino più persone, soprattutto in una fase di grande cambiamento come quella attuale.». Luciani fa riferimento al famigerato ingresso dei capitali, che da tempo si profila all'orizzonte. «L'ingresso dei capitali presenta grandi opportunità ma anche rischi di monopolio e di minore libertà» conferma Luciani. «La minaccia principale è che gli aspetti commerciali prevalgano su quelli professionali e sarebbe un vero peccato visto che la farmacia italiana è un punto di riferimento per tutti a livello europeo».


Marco Malagutti
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