farmaci

feb92017

L'uso di alirocumab si associa a un aumento del rischio di cataratta

L’uso di alirocumab si associa a un aumento del rischio di cataratta
Nei pazienti con malattie cardiache che assumono inibitori di PCSK9 per raggiungere livelli molto bassi di colesterolo non aumentano gli eventi avversi come i disturbi cognitivi, ma possono crescere le probabilità di sviluppare una cataratta, secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. «Le statine sono in gran parte utilizzate per abbassare il colesterolo LDL e prevenire le malattie cardiache. Tuttavia, alcuni pazienti hanno bisogno di ridurre il loro colesterolo LDL ancora di più di quello che sono in grado di raggiungere con una statina alle massime dosi tollerate o altre terapie ipolipemizzanti» spiega la coautrice Jennifer Robinson, della University of Iowa di Iowa City, aggiungendo che sebbene gli inibitori di PCSK9 possano ridurre considerevolmente il colesterolo nei pazienti ad alto rischio, restano comunque dubbi sugli effetti a livello sistemico della drastica riduzione del colesterolo LDL. Per approfondire l'argomento, i ricercatori hanno esaminato i dati di 14 studi randomizzati svolti su un totale di 5.234 pazienti trattati con alirocumab, un inibitore di PCSK9, per un massimo di due anni.

Così facendo hanno scoperto che l'incidenza complessiva di eventi avversi è stata simile nel gruppo trattato rispetto al gruppo placebo, inclusi gli eventi muscolo-scheletrici e quelli neurologici, neurocognitivi, renali o epatici. «Allo stesso modo, non c'è stato alcun aumento dell'incidenza di diabete, nonostante studi precedenti avessero suggerito un eccesso di rischio di diabete nei pazienti con colesterolo LDL inferiore a 30 mg/dL in terapia con statine» riprendono gli autori. Viceversa, i dati raccolti mostrano un aumento dell'incidenza di cataratta in pazienti con colesterolo LDL inferiore a 25 mg/dL rispetto a quelli con concentrazioni superiori. Gli autori ipotizzano che questo potrebbe essere un risultato casuale, oppure dovuto al fatto che la riduzione del colesterolo accelera l'invecchiamento strutturale, contribuendo alla cataratta. In un editoriale di accompagnamento Brendan Everett, del Brigham and Women Hospital e Harvard Medical School di Boston, Massachusetts, scrive: «Questo studio rappresenta solo l'inizio della nostra comprensione sulla sicurezza di questa nuova classe di farmaci, e i trial attualmente in corso su alirocumab dovrebbero ampliare la base delle nostre conoscenze».

Jacc 2017. doi: 10.1016/j.jacc.2016.11.037
http://www.onlinejacc.org/content/69/5/471

Jacc 2017. doi: 10.1016/j.jacc.2016.11.036
http://www.onlinejacc.org/content/69/5/483
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