Sanità

gen292019

Mafie in farmacia, Tobia (Federfarma): attenzione a interessi del capitale malato

Mafie in farmacia, Tobia (Federfarma): attenzione a interessi del capitale malato
Affidare la titolarità delle farmacie a soggetti non farmacisti non solo ridurrebbe l'indipendenza professionale, ma potrebbe alimentare l'interesse diretto del "grande capitale malato" su un'attività che invece deve essere al servizio del cittadino. Con questo messaggio Roberto Tobia il presidente di Federfarma Palermo e Tesoriere di Federfarma nazionale commenta le vicende di cronaca senza entrare nel merito del blitz dei Nas, Partenope, che nei giorni scorsi ha fatto emergere un sistema illegale di vendita ed etichettatura dei farmaci. In un'intervista pubblicata dall'house organ del sindacato, Tobia sul tema su cui aveva ampiamente messo in guarda, in particolare sul pericolo generato dall'ingresso dei capitali nella titolarità delle farmacie, già nel 2015, quando la legge sulla concorrenza era nel suo iter di definizione.

«Non entro nel merito delle vicende di cronaca, confidando a pieno nell'operato dei giudici inquirenti e in una piena e veloce conclusione dell'iter giudiziario, ma è certo che Federfarma ha da tempo segnalato il pericolo che le liberalizzazioni possono avere sul rischio di infiltrazioni mafiose e quindi sul riciclaggio. Lo ha denunciato dapprima, Federfarma Palermo nel 2015 e, Federfarma nazionale poi nell'Audizione con l'allora ministro della Giustizia Orlando. Anche la Corte di Giustizia Europea, in una sentenza del 2019, ha ribadito che affidare la titolarità delle farmacie a soggetti non farmacisti porterebbe non solo a una riduzione della indipendenza professionale, ma anche ad un possibile interesse diretto che il grande capitale, mi riferisco a quello 'malato', può avere su un'attività che deve essere al servizio del cittadino e che deve rappresentare una garanzia per il cittadino stesso, essendo la farmacia colonna portante del Ssn» conclude Tobia. Nell'intervista si ricorda che "3 anni fa Tobia aveva infatti deciso di scrivere al Procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato che accolse la nota decidendo poi di inviarla alla Commissione regionale Antimafia".

La recente operazione dei Nas, ha portato alla emissione di misure cautelari nei confronti di 11 soggetti (5 in carcere e 6 agli arresti domiciliari), oltre al sequestro preventivo di una società gerente una Farmacia, un deposito per il commercio all'ingrosso di medicinali e a 30 perquisizioni. E i reati contestati sono di associazione per delinquere finalizzata al furto di farmaci, alla truffa ai danni di privati e Enti pubblici, ricettazione, falsificazione, riciclaggio di specialità medicinali e autoriciclaggio. Secondo quanto riferito dai Nas, le indagini, avviate nell'autunno 2017, «hanno consentito di effettuare 10 sequestri di farmaci e dispositivi medici presso depositi all'ingrosso e Farmacie nelle province di Milano, Genova, Padova, Matera, Napoli, ma soprattutto di individuare e neutralizzare due distinte organizzazioni criminali».
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