FARMACI E DINTORNI

mag32011

Mal di testa, un atlante per conoscerlo meglio

In Europa ogni anno le cefalee costano 155 miliardi, la maggior parte dei quali derivano dalla perdita di produttività e assenze dal lavoro. Le forme più frequenti con cui si manifestano sono emicranie, cefalee tensive, da abuso da farmaci. Il dato è stato diffuso ieri, al Parlamento europeo, da Paolo Martelletti, presidente di Lifting the burden, un’organizzazione benefica che si occupa di questo disturbo, in occasione della presentazione dell'Atlante delle cefalee, realizzato insieme all'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms). Il volume, pensato per informare i medici, raccoglie i dati di 101 paesi, coprendo l'86% della popolazione mondiale, ed è una somma di studi epidemiologici e finanziari, sul disturbo, sui costi e sui rimedi per combatterlo. «Nel mondo in un anno il 50,5% di persone soffre di cefalea» precisa Martelletti «di queste l'11,2% è colpito da emicrania, il 50% da cefalea tensiva, il 3-4% da cefalea da abuso di farmaci e il resto da altre cefalee». Una vera e propria malattia con un impatto sociale e finanziario molto pesante. «Basti pensare che nell'Ue ogni momento» continua Martelletti «1 milione di persone ha un attacco di emicrania, e in un anno si perdono 190 milioni di giornate di lavoro per questo motivo». Secondo i dati, il costo di un paziente con emicrania all'anno è di 1.177 euro (di cui il 93% sono costi indiretti), 300 quello con cefalea tensiva e 3.444 euro il paziente con cefalea da abuso di farmaci.


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