Sanità

lug12020

Malattie metaboliche post lockdown, Afen: farmacista intercetti soggetti a rischio e offra counselling

Malattie metaboliche post lockdown, Afen: farmacista intercetti soggetti a rischio e offra counselling

L'Associazione farmacisti esperti in nutrizione: il farmacista territoriale è in grado di intercettare i soggetti più a rischio di malattie metaboliche e di indirizzarli verso la diagnosi medica

Chi più del farmacista territoriale è in grado di intercettare, anche attraverso gli strumenti autodiagnostici, i soggetti più a rischio di malattie metaboliche e, valutando le loro condizioni, indirizzarli verso la diagnosi medica o la presa in carico diretta? La riflessione la lancia Pierluigi Pompei presidente dell'Associazione farmacisti esperti in nutrizione (Afen) sottolineando che la Farmacia dei Servizi che "deve rispondere alla necessità di sviluppare nuovi modelli di presa in carico del paziente, attraverso il rilancio delle sinergie tra gli operatori sanitari, non può tralasciare le competenze proprie del farmacista e tra cui la Nutrizione".

Effetti del lockdown: aumento di peso

La riflessione del presidente Afen prende il via dall'ipotesi che gli effetti del lockdown, in termini d'incremento del rischio delle malattie metaboliche correlate alla scorretta alimentazione e alla riduzione dell'attività motoria sull'intera popolazione italiana, "potrebbero farsi sentire nei prossimi mesi e avere un impatto negativo soprattutto in caso di una seconda ondata nei mesi invernali, che troverebbe una popolazione metabolicamente più indifesa". È plausibile, afferma, "che la sindrome metabolica, con le caratteristiche intrinseche che colpiscono in modo variabile i vari individui, abbia svolto un ruolo decisivo in coloro che avevano manifestato la patologia in forma grave o fatale, considerando l'aspetto "infiammatorio" della patologia stessa. Difficile stimare gli effetti nei prossimi mesi, ma considerando che circa il 40% della popolazione italiana ammette un incremento ponderale c'è da attendersi una vera e propria catastrofe sanitaria". Da qui la riflessione sul ruolo del farmacista e della Farmacia dei servizi.

Farmacista consulente di wellness, nutrizione e corretti stili di vita

"Quanto il cittadino è realmente consapevole dei rischi a cui va incontro? Quali sono gli operatori sanitari realmente capaci di trasferire le informazioni corrette soprattutto ai soggetti più fragili e quali quelli capaci di dare risposte efficaci e rapide? Nel periodo del lockdown, conseguente alla pandemia da Covid 19, farmacie e parafarmacie si sono dimostrate insostituibili baluardi di difesa della salute pubblica, per la capillare distribuzione sul territorio. Allora chi più del farmacista territoriale è in grado di individuare i soggetti più a rischio e su cui intervenire con una consulenza. La nota dell'Afen richiama la sentenza della Corte di Cassazione sesta Sez. Penale secondo la quale "... l'individuazione dei bisogni alimentari dell'uomo attraverso schemi fissati per il singolo con rigide previsioni e prescrizioni, se non è esclusiva del medico biologo, può competere in via concorrente ad altre categorie professionali per le quali è comunque prescritta l'acquisizione di una specifica abilitazione, quali medici, farmacisti, dietisti...". E aggiunge, citando il commento ufficiale della Fofi all'art. 15 del Codice Deontologico: "Ma il farmacista può spingersi oltre, potendo erogare una consulenza come prestazione libero-professionale, in spazi appositamente adibiti all'interno della farmacia ovvero anche in uno studio al di fuori della stessa, tanto da poter chiedere un onorario come corrispettivo dell'attività svolta; si pensi, ad esempio, ai settori della nutraceutica, dei prodotti destinati ad una alimentazione particolare e degli integratori, nonché della fitoterapia, ovvero ancora del benessere e dei corretti stili di vita".
Secondo Pompei il farmacista "opportunamente formato, è un perfetto consulente del wellness, della nutrizione e dei corretti stili di vita, tema ampiamente trattato nel Congresso nazionale Afen del 2019, che ha visto proprio la partecipazione dei presidenti Mandelli e Lettieri. Il cliente-paziente che si avvicina pericolosamente alla sindrome metabolica, ma anche chi è affetto dai più comuni disturbi correlati alla scorretta alimentazione e alla sindrome ipocinetica, può quindi essere preso in carico direttamente dal "farmacista-consulente", con indiscussi risvolti positivi in termini di salute del singolo e risparmio per il Sistema sanitario nazionale. Trattandosi di un atto di consulenza sanitaria (attività professionale diretta a fini salutistici, cioè tesa a mantenere o migliorare le condizioni fisiche esistenti che può essere effettuato in autonomia), che deve necessariamente esprimersi in termini quali-quantitativi, dopo le opportune valutazioni, il farmacista potrebbe proporre uno schema alimentare, abbinando integratori o rimedi fitoterapici e nutraceutici, e ponendo tutto per iscritto, poiché non vi è norma che lo precluda".

Evolvere il ruolo del farmacista

Afen sottolinea che l'elaborazione di piani nutrizionali da parte del farmacista risulta "controverso e ad oggi oggetto di numerosi contenziosi". E su questo il presidente incalza: "Allora se si intende concretamente evolvere la professione non possono essere tralasciati gli aspetti normativi che dovranno chiaramente delimitare le competenze, anche se comuni ad altre professioni sanitarie. Pensiamo anche alla possibilità per un farmacista, con specifica abilitazione, di effettuare l'inoculazione di un vaccino o la semplice pulizia di una ferita "a piatto", riducendo di fatto il carico negli ambulatori medici e nei presidi di pronto soccorso". "Il farmacista è sempre stato capace di adeguarsi al proprio contesto storico: tuttavia l'accelerazione impressa dai fatti alla società contemporanea impone scelte rapide, lungimiranti e non più rinviabili. Non si può più consentire ad interessi corporativi di piccolo cabotaggio di inficiare le attività professionali che hanno come primario obiettivo la salute pubblica, l'efficientamento del servizio sanitario e la riduzione della spesa! Del resto, lo stesso presidente Mandelli ha sensibilmente ed efficacemente ribadito la necessità di ampliare il ruolo del farmacista sul tema delle prescrizioni e vaccini. Il farmacista italiano non solo deve evolvere verso il ruolo che, per formazione culturale e professionale, gli compete, ma adeguarsi ad uno scenario europeo e mondiale dove esiste già da diversi anni perfino la figura del farmacista prescrittore. Confidiamo quindi nei vertici di categoria che saranno sicuramente capaci di recepire le indicazioni provenienti dalla base, facendosi portavoce di atti legislativi concreti".
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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