Diritto

mag282019

Mancata apertura farmacia, Tribunale ordinario può intervenire su risarcimento danni

Un Tribunale ordinario ha competenza a decidere in tema di risarcimento del danno in caso di lesione del diritto alla apertura della sede farmaceutica

Mancata apertura farmacia, Tribunale ordinario può intervenire su risarcimento danni
In applicazione del decreto-legge n. 1/2012 (articolo 11), veniva bandito il concorso pubblico regionale straordinario per titoli per l'assegnazione di 178 nuove farmacie per il privato esercizio.

Un candidato utilmente collocatosi nella graduatoria degli idonei, dopo l'accettazione della assegnazione provvisoria della sede, in attesa di quella definitiva, si adoperava presso il comune che l'aveva istituita ex novo per reperire un locale adatto all'apertura dell'esercizio farmaceutico entro il termine decadenziale di 180 giorni disposto dal bando.

L'assegnazione venne definitivamente confermata, ma l'interessato si era trovato nell'impossibilità di aprire la nuova farmacia nei tempi stabiliti dal bando. Era emerso che in tutto il territorio del centro abitato della frazione in questione non esistevano locali adatti dotati della destinazione urbanistica prevista per l'esercizio di attività di distribuzione di prodotti farmaceutici. Di conseguenza, la Regione, come da bando, emetteva nei confronti del farmacista il provvedimento di decadenza per mancata apertura della nuova sede nei tempi stabiliti.

Per effetto di tale decadenza, sempre in forza del bando, l'interessato veniva escluso dalla graduatoria dei vincitori del concorso e veniva a trovarsi nell'impossibilità di partecipare all'assegnazione di qualsiasi sede farmaceutica individuata nel bando stesso.

Il farmacista agiva così in giudizio convenendo il Comune dinanzi al Tribunale di Bologna per ottenere l'accertamento e la dichiarazione della responsabilità dell'Ente per la lesione del proprio diritto soggettivo all'apertura dell'esercizio farmaceutico assegnatogli nella frazione all'esito dell'apposito concorso superato positivamente, con conseguente condanna al risarcimento dei danni subiti.

Il Comune ha sostenuto preliminarmente che la controversia dovesse essere devoluta al giudice amministrativo e non al giudice ordinario adito dal farmacista.

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha osservato che l'inerzia dell'Amministrazione costituisce una mera inattività materiale, soggetta al principio generale posto a fondamento dell'azione risarcitoria per cui tutti sono tenuti a non ledere l'altrui sfera giuridica. L'inerzia materiale dell'Amministrazione - e, in generale, i "meri comportamenti" della P.A. - non sono espressione di poteri autoritativi o di scelte discrezionali, ma possono determinare la violazione della clausola generale di cui all'art. 2043 c.c. che sancisce l'obbligo di risarcimento del danno da fatto illecito

La Suprema Corte, in applicazione dei principi richiamati, ha sancito la competenza del giudice ordinario a decidere sul risarcimento del danno.

Avvocato Rodolfo Pacifico-www.dirittosanitario.net
Per approfondire, Cassazione Civile S.U. 13 maggio 2019, su www.dirittosanitario.net


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