Sanità

feb72014

Mandelli (Fofi): titolo V non garantisce tenuta Ssn

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Costruire una comunità di persone che abbia la voglia di mettersi in rete e si ponga come mission la salute dei cittadini, un network tra professioni ma anche all’interno della professione tra le sue varie componenti. L’invito è partito dal presidente della Fofi, Andrea Mandelli (foto), nel corso dell’evento “Salute, visione di valore” organizzato da Edra Lswr, in cui è stato fatto il punto sulle sfide del sistema salute e in particolare di quello farmaceutico, analizzando il ruolo farmacista, sempre più al centro tra sistema sanitario, medico e paziente, e vuole essere una risposta al momento di crisi, del Ssn e della filiera farmaceutica. «La tenuta del Ssn» ha spiegato nel suo intervento Mandelli «ci obbliga a porci alcune domande basilari: il modello di sistema sanitario, nell’impostazione voluta dal titolo V della Costituzione, ha mostrato di non essere in grado di dare risposte ed è animato da una governance forse non più attuale, che non possiamo più permetterci. In questo quadro si innesta un bisogno di salute cambiato, con cittadini che non vogliono soltanto guarire dalla malattie ma sono alla ricerca di un super benessere. È necessario allora capire che cosa fare e come reinventarci un sistema sanitario che ha delle eccellenze ma che deve fare i conti con uno Stato che ha deficit economici difficili da ridurre». Quanto alle farmacie, la crisi che stiamo vivendo è enorme e sta facendo vacillare molte realtà». E anche gli strumenti che erano stati pensati per risollevarsi stanno subendo un rallentamento: «La farmacia dei servizi è purtroppo penalizzata da uno Stato che non ha risorse: in questi anni abbiamo cercato di portare le farmacie verso un orizzonte nuovo, di rendere il farmacista protagonista della terapia identificata dal medico, in modo che sia realmente vicino al paziente, ma è difficile dialogare con chi deve far tornare i conti, anche se ormai è assodata la convinzione che una deospedalizzazione, con il coinvolgimento dei farmacisti, porterà a una diminuzione delle spese». La necessità ora è quella di «intendersi di più tra medici e farmacisti», di «costituire una rete virtuosa che dia risposte al paziente», di «fare qualcosa, anche banale, ma insieme». Una rete tra professioni ma anche all’interno della professione tra le sue varie componenti: «Questo è anche l’obiettivo che ci ha spinto a patrocinare la nuova manifestazione FarmacistaPiù, promossa dalla Fondazione Francesco Cannavò e organizzata da Edra Lswr, che si svolgerà per la prima volta a Roma dal 4 al 6 aprile. La nostra idea è prevedere un momento nazionale che mettesse meno al centro il mercato e facesse di più del farmacista il protagonista, recuperando la nostra professione in tutte le sue declinazioni». Con, in più, un’ulteriore sfida: «Essere presenti a Expo 2015, nella seconda edizione di FarmacistaPiù. La nostra professione può infatti portare un contributo importante anche in tema di alimentazione e nutrizione. Ma soprattutto l’evento deve rappresentare un momento di rinascita per i farmacisti».

Francesca Giani


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