Sanità

nov182019

Manovra, è corsa agli emendamenti: nel mirino auto aziendali e tassazione in busta paga

Manovra, è corsa agli emendamenti: nel mirino auto aziendali e tassazione in busta paga

Si preannuncia una pioggia di emendamenti sulla Manovra, per la quale è in corso l'iter in Commissione Bilancio del Senato tra questi c'è la modifica alla stretta sulle auto aziendali, con un aumento della tassazione in busta paga

Sulla Manovra, per la quale è in corso l'iter in Commissione Bilancio del Senato, si preannuncia una pioggia di emendamenti. E se da parte del Premier Conte viene ribadita l'intenzione di ridurre le tasse - tra le quali anche l'intervento che era stato previsto per le auto aziendali - e dal viceministro all'Economia Antonio Misiani c'è la promessa di lavorare in Parlamento per «migliorare anche una serie di norme del decreto fiscale oltre che del disegno di legge di bilancio, dialogando con i gruppi parlamentari e le forze economiche e sociali e di ripensare profondamente alcune misure», il Movimento 5 Stelle ha già pronti, da quanto si apprende dalle Agenzie, oltre 400 emendamenti da depositare in Commissione Bilancio al Senato.
Scadono, infatti, oggi i termini per la presentazione degli emendamenti al testo approvato dal Governo, e sarà poi la Commissione a dover vagliare le proposte e stabilire quali saranno ammissibili per una eventuale votazione. Ma, secondo un calendario di massima, se la Manovra è attesa in Aula il 3 dicembre, indicativamente, sembra che le votazioni sulle richieste di modifica potrebbero andare alla settimana dal 25 novembre.
Tra gli emendamenti c'è anche la modifica alla stretta sulle auto aziendali, con un aumento della tassazione in busta paga solo per i nuovi contratti dal primo gennaio 2020, lasciando quindi inalterate le condizioni per i contratti in essere e prevedendo una differenziazione per auto green, mentre per quanto riguarda la plastic tax una delle richieste è di esentare tutti i dispositivi sanitari monouso, non solo le siringhe.


Misure di interesse per le farmacie

Al di là di quello che sarà l'iter della Manovra, di recente, in un intervento di SedivaNews, sono stati ricapitolati i contenuti di interesse delle farmacie, pur con la premessa che occorrerà vedere come proseguirà la discussione, anche perché sono tutti oggetto di opposte tensioni.
Tra le misure, viene ricordata la riduzione del cuneo fiscale (art. 5), «cioè del carico tributario e contributivo che grava sulle buste paga dei lavoratori dipendenti». Una misura discussa ma «è opportuno ricordare che attualmente il cuneo fiscale in Italia rappresenta il 47,9% del costo del lavoro e che l'Italia si pone al terzo posto in Europa dopo il Belgio (52,7%) e la Germania (49,5%) e subito prima della Francia e l'Austria (47,6%)».
Accanto a questa, si discute sull'esonero contributivo per favorire l'assunzione giovanile (art. 6): nel testo all'esame della Commissione «viene previsto anche per il 2020 uno sgravio - introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 a favore del datore di lavoro che assume lavoratori under 35 a tempo indeterminato - pari al 50% dei contributi previdenziali dovuti per ciascun nuovo assunto, entro il tetto massimo di euro 3.000 annuali, da riparametrare su base mensile. Si precisa che l'esonero contributivo è elevato fino al 100% del dovuto, nel limite massimo di 8.060 euro annui nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna».
Sul piatto c'è anche il rifinanziamento «della cosiddetta "nuova Sabatini" anche per gli anni dal 2020 al 2024. Si tratta, come noto, di un finanziamento agevolato per investimenti in macchinari, impianti e attrezzature, mediante il quale vengono rimborsati gli interessi passivi eccedenti il 2,75% annuo pagati dall'impresa a istituti di credito convenzionati, verso i quali l'impresa stessa ha concluso un contratto di finanziamento per l'acquisto dei già menzionati beni». Come pure «è ripristinata, a decorrere dal periodo d'imposta 2019, l'applicazione del cd. meccanismo fiscale di aiuto alla crescita economica - ACE, prevedendo un importo di deducibilità pari all'1,3% sull'incremento patrimoniale». Ora, occorrerà vedere se prevarrà una logica atta a favorire investimenti o la necessità di far quadrare i conti.

Francesca Giani
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