Sanità

gen272022

Manovra 2022. Tirocinio, salari, sgravi per assunzioni e congedi. Le novità per lavoratori e imprese

Manovra 2022. Tirocinio, salari, sgravi per assunzioni e congedi. Le novità per lavoratori e imprese

La Manovra economica per il 2022 ha introdotto misure di interesse per le farmacie e i farmacisti dipendenti. Ecco le novità e le ricedute sul lavoro

Dal riordino del tirocinio, agli sgravi per assunzioni, dal congedo di paternità, fino alle politiche di genere, ma anche fine del cashback e limite al contante. Sono molte le misure introdotte con la Manovra 2022, che riguardano imprese e lavoratori, oltre a quelle che hanno ricadute più stringenti per il settore. In particolare, tra i vari aspetti, vanno segnalate le norme relative alla spesa farmaceutica e l'iva sui prodotti femminili.

Previsto il riordino del tirocinio professionale

Tra i tanti interventi della Legge Bilancio 2022, strutturata in un unico articolo, sono molti quelli che concernono i lavoratori e un tema che va sottolineato è il riordino della disciplina del tirocinio (art.1, commi 720-726). Come evidenziato in una recente circolare Fofi, viene data una "definizione di tirocinio, introducendo, anche, la definizione di tirocinio curricolare. In particolare: il tirocinio è definito come il percorso formativo di alternanza tra studio e lavoro, finalizzato all'orientamento e alla formazione professionale, anche per migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro; il tirocinio si definisce curricolare se è funzionale al conseguimento di un titolo di studio formalmente riconosciuto. Il comma 721 affida al Governo e alle regioni la conclusione, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della norma e in sede di Conferenza Stato-Regioni, di un accordo per la definizione di linee guida condivise in materia di tirocini diversi da quelli curricolari. Va evidenziato che in caso di mancata corresponsione dell'indennità di partecipazione si applica una sanzione amministrativa a carico del trasgressore. Si precisa, poi, che il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro e non può essere utilizzato in sostituzione di un rapporto di lavoro dipendente. In caso di svolgimento fraudolento del tirocinio, con elusione di tali disposizioni, il soggetto ospitante è punito con la pena dell'ammenda di 50 euro per ciascun tirocinante coinvolto e per ciascun giorno di tirocinio. Resta ferma la possibilità di riconoscere, su domanda del tirocinante, la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a partire dalla pronuncia giudiziale. I tirocini sono soggetti a comunicazione obbligatoria da parte del soggetto ospitante. Nei confronti dei tirocinanti, il soggetto ospitante è tenuto, a propria cura e spese, al rispetto integrale delle disposizioni in materia di salute e sicurezza".

Congedo di paternità e fondo per la parità salariale di genere

Sempre in tema di lavoro, un ambito di intervento riguarda poi la parità di genere. In particolare, un aspetto sottolineato (art. 1, comma 134) è che è stato reso strutturale, dal 2022, il congedo di paternità, sia obbligatorio sia facoltativo, confermandone la durata, pari, rispettivamente, a 10 giorni da riconoscere obbligatoriamente e a un giorno - facoltativo (comma 134). È stata poi introdotta, in via sperimentale, per l'anno 2022, una Decontribuzione a favore delle lavoratrici madri (art. 1, comma 137), che "riduce del 50% i contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato. Tale riduzione opera per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data del rientro al lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità". Va detto che sgravi, in generale, sono previsti per le assunzioni, quali quelli per under 36. Sulle politiche di genere, a ogni modo, (art. 1, commi 138, 139- 148) viene "incrementato di 50 milioni di euro a decorrere dal 2023 la dotazione del Fondo per il sostegno alla parità salariale di genere, con una estensione delle finalità": in particolare, continua la circolare Fofi, "si prevede che sia destinato anche alla copertura finanziaria di interventi volti al sostegno della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, anche attraverso la definizione di procedure per l'acquisizione di una certificazione della parità di genere a cui siano connessi benefici contributivi a favore del datore di lavoro. Viene poi prevista l'adozione di un Piano strategico nazionale per la parità di genere, con l'obiettivo, tra l'altro, di colmare il divario di genere nel mercato del lavoro.

Tassazione Irpef e esclusione dall'Irap

Ma, al centro dell'attenzione di molti sono poi i commi relativi all'Irpef: come sottolineato in un recente approfondimento di Federfarma, "al fine di ridurre la pressione fiscale sui redditi delle persone fisiche, sono state apportate numerose variazioni all'impianto presente e sono stati riorganizzati gli scaglioni e le aliquote di tassazione, ridotte ora a quattro (23%, 25%, 35% e 43%). Sono state rimodulate le detrazioni per tipologia di reddito posseduto ed è stata modificata la disciplina relativa al trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e alcuni assimilati ("bonus 100 euro"). Sarà un decreto del MEF, da emanare entro marzo 2022, a definire gli importi riconosciuti a ciascuna delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano per compensare la riduzione del gettito della compartecipazione IRPEF". In merito invece all'Irap, (Art. 1, commi 8-9), "a far data dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2022, le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti o professioni non sono più tenute al pagamento dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Pertanto, le farmacie gestite in forma di impresa individuale, dal 2022, non dovranno più corrispondere tale tributo".

Spesa farmaceutica: rimodulato tetto acquisti diretti

Ad avere ricadute specifiche sul settore sono in particolare gli interventi relativi alla spesa farmaceutica (art. 1, commi 281-284): nel dettaglio, continua la circolare Fofi, viene operata "una modifica dei limiti di spesa farmaceutica (relativi sia alle singole regioni sia al livello nazionale), elevando quello concernente la spesa farmaceutica per acquisti diretti. Tale limite viene elevato da 7,85 punti a 8 punti per il 2022, a 8,15 punti per il 2023 e a 8,30 punti a decorrere dal 2024, fermo restando, nell'ambito di tale valore, un limite separato già vigente - pari a 0,20 punti - per gli acquisiti diretti relativi a gas medicinali. Gli incrementi sono subordinati all'aggiornamento annuo, da parte dell'Agenzia Italiana del farmaco (AIFA), dell'elenco dei farmaci rimborsabili dal SSN e si applicano solo in favore delle aziende farmaceutiche che abbiano provveduto all'integrale pagamento, senza riserva, dell'onere di ripiano per gli anni 2019 e 2020. Si prevede poi che, per l'azienda farmaceutica per la quale sia stato verificato il mancato pagamento, in tutto o in parte, dell'onere di ripiano definito per la relativa autorizzazione all'immissione in commercio, siano avviate dall'AIFA le procedure per la cessazione del rimborso (a carico del SSN) del farmaco in oggetto, previa verifica, da parte dell'AIFA, della sostituibilità del farmaco con altro medicinale di analoga efficacia. Fissata anche una procedura per l'eventuale ridefinizione, nell'ambito delle leggi di bilancio, dei vari limiti relativi alla spesa farmaceutica". Quanto alla spesa convenzionata, non viene invece modificato il valore percentuale del relativo tetto, pari al 7% del FSN, "che, in valore assoluto, potrà comunque beneficiare dell'incremento complessivo del FSN stesso (comma 281), pari a 124.061 milioni di euro per l'anno 2022 (a fronte di un finanziamento per il 2021 di 121.396,83 milioni di euro), di 126.061 milioni di euro per il 2023 e di 128.061 milioni di euro per il 2024".

Limite al contante e cashback

Tra le altre misure va poi ricordata l'aliquota Iva del 10% per i prodotti per l'igiene femminile non compostabili (art. 1, comma 13) così come l'uso dei contanti: come evidenziato in un approfondimento di Sedivanews, "dal 1° gennaio, come già reso noto, il limite di utilizzo del contante è sceso da 1.999,99 euro a 999,99: la sanzione per chi paga in contanti una somma superiore alla soglia è di 1.000 euro, che diventano 5.000 se l'importo è superiore a 250mila euro. Per chi accetta il pagamento, invece, la sanzione va da 3mila a 15mila euro secondo l'importo eccedente il limite: la diversità dell'ammontare della sanzione rispetto al soggetto che paga si spiega con l'obbligo, gravante su chi riceve la somma, di segnalare la trasgressione. Va ricordato che la violazione si configura anche tra una società e i singoli soci, tra il padre titolare di farmacia e il figlio in impresa familiare, vale a dire tutte le volte in cui il pagamento avvenga tra soggetti - persone fisiche o società di capitali o di persone - portatori di interessi distinti. Questi limiti a ogni modo non si applicano ai prelievi e ai pagamenti operati mediante le Poste, gli istituti bancari, e così via".

Francesca Giani
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