Sanità

gen252021

Mascherine e Dpi, Iva tornata al 5%. Dentisti chiedono esenzione

Mascherine e Dpi, Iva tornata al 5%. Dentisti chiedono esenzione

A partire dal primo gennaio mascherine, guanti e altri Dpi sono tornati a essere gravati dell'Iva, non più al 22% ma al 5%. Gli odontoiatri denunciano: ribadire il regime di esenzione finché non si supera l'emergenza

A partire dal primo gennaio mascherine, guanti, e gli altri Dpi beni considerati necessari per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 e delle pandemie, in genere, sono tornati a essere gravati dell'Iva, non più al 22% ma al 5%. Si tratta di articoli, come mascherine, abbigliamento, soluzioni e detergenti disinfettanti per mani, usati anche da odontoiatri, igienisti dentali e assistenti alla poltrona che oggi denunciano "l'immediata esigenza di ribadire il regime di esenzione Iva su tutti i Dpi finché non sia definitivamente superato lo stallo delle vaccinazioni e superato lo stato di emergenza".

Legge Bilancio: beni esenti da Iva e con Iva al 5%

Con la Legge di Bilancio 2021 è stata rideterminata l'applicazione dal 1° gennaio 2021, del regime Iva sui beni necessari a fronteggiare l'emergenza Covid-19, quelli inclusi nell'art. 124 del decreto "Rilancio". Una circolare di Federfarma all'inizio dell'anno ne ha ricordato gli effetti: "sono 'esenti' da Iva fino al 31 dicembre 2022 le cessioni di strumentazione per diagnostica per Covid-19 - ivi compresi i saturimetri - e dei vaccini anti Covid-19, nonché le prestazioni di servizi strettamente connesse. Sono invece assoggettate ad aliquota ridotta al 5% le cessioni dei restanti beni necessari a fronteggiare l'emergenza sanitaria, elencati nell'art. 124 del decreto Rilancio". Quindi fino alla fine del 2022, sono esenti da Iva con diritto alla detrazione (aliquota Iva "zero"), la strumentazione per la diagnostica per Covid-19 con requisiti necessari, inclusi i saturimetri che "rientrano nella strumentazione per diagnostica per Covid-19, trattandosi di dispositivi medici che permettono di diagnosticare una sofferenza a carico dell'apparato respiratorio di cui è responsabile Covid-19". Anche le cessioni di vaccini anti Covid-19, autorizzati dalla Commissione Ue o dagli Stati membri, (e le prestazioni di servizi ad essi strettamente connesse) sono soggette al medesimo regime di esenzione Iva, con diritto alla detrazione. Gli altri beni, elencati nell'art. 124 del D.L. 34/2020 (decreto "Rilancio"), sono assoggettati a Iva, con l'aliquota ridotta del 5%: mascherine chirurgiche; mascherine Ffp2 e Ffp3; articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali guanti in lattice, in vinile e in nitrile, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione, calzari e soprascarpe, cuffie copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici; termometri; detergenti disinfettanti per mani; dispenser a muro per disinfettanti; soluzione idroalcolica in litri; perossido al 3% in litri.

Andi: eliminare subito l'aggravio di costo

A lanciare l'appello per il regime di esenzione Iva su tutti i Dpi, è l'associazione di categoria Andi - Associazione nazionale dentisti italiani richiamando sia i ritardi nelle forniture dei vaccini, che hanno determinato il rinvio dei tempi di vaccinazione inizialmente previsti, sia il prolungamento al 30 aprile 2021 del periodo di stato di emergenza. "I ritardi sulle vaccinazioni - si legge nella nota pubblicata dal sito dell'Associazione - e la consapevolezza della oggettiva diffusione del virus fra la popolazione, che viene pertanto costantemente invitata ad usare e cambiare i Dpi a scopo precauzionale, deve imporre al Governo l'obbligo di eliminare subito l'ulteriore aggravio di costo rappresentato dall'imposta Iva sui Dpi nuovamente attiva dal 1° gennaio 2021". Per Andi sarebbe "un provvedimento opportuno per tutti i professionisti sanitari ed il personale ausiliario" e in particolare i dentisti "impossibilitati a mantenere il distanziamento interpersonale con i pazienti per la specifica natura delle prestazioni odontoiatriche". Il taglio delle forniture di vaccini - conclude la nota, "lascia prevedere che gli Odontoiatri dovranno ancora per lungo tempo aumentare le proprie dotazioni di Dpi". In particolare, per i dentisti si genera "un ulteriore aumento dei costi che, se non deve ricadere sui pazienti, non può allo stesso tempo gravare sui noi professionisti, per i quali l'Iva rappresenta un costo puro poiché le prestazioni sanitarie per diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio della professione sanitaria sono esenti Iva. Ci attendiamo che questa misura sia considerata e immediatamente applicata già nel prossimo imminente decreto Milleproroghe: Il Governo deve comprenderne il significato e l'importanza, con atti immediati, conseguenti e concreti".
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