Sanità

mag42020

Mascherine e prezzo imposto, le nuove regole per rimborsi e forniture. Ecco i passaggi operativi

Mascherine e prezzo imposto, le nuove regole per rimborsi e forniture. Ecco i passaggi operativi

Requisiti per rimborso, fornitura di nuove mascherine e riconfezionamento, sono questi alcuni aspetti su cui è intervenuto l'Accordo stipulato il 1° maggio, che contiene le indicazioni operative sulle modalità di ristoro

Requisiti per ottenere il rimborso, fornitura di nuove mascherine e riconfezionamento. Sono questi alcuni dei temi su cui è intervenuto l'Accordo stipulato il primo maggio tra Fofi, Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite, Fnpi, Unaftisp, Federfarma Servizi, Adf e il Commissario straordinario, Domenico Arcuri, che contiene le indicazioni operative sulle modalità di ristoro a farmacie, parafarmacie e distributori all'indomani dell'Ordinanza con la quale è stato fissato il prezzo massimo di vendita al pubblico per le mascherine chirurgiche di 50 centesimi (al netto dell'Iva).

Mascherine a 50 centesimi. Quali sono rimborsabili?

Tanti sono i contenuti dell'Accordo, ma una prima specifica riguarda il fatto che il ristoro è destinato «alle farmacie e parafarmacie di proprietà di farmacisti iscritti all'albo» e riguarda non solo le mascherine facciali indicate nell'Ordinanza (standard Uni En 14683 tipo I, II, IIR) ma anche quelle «assimilabili», con «analoghe capacità protettive», vendute ai cittadini al prezzo imposto. Mentre restano escluse quelle che non sono monouso - per esempio lavabili e riutilizzabili -, i Dpi del tipo Ffp2 e Ffp3, quelle destinate al personale della farmacia, oggetto quindi di autofatturazione. Non ci sarà comunque rimborso in mancanza della documentazione tecnica necessaria - in particolare «la certificazione Ce, i test report relativi, la conformità ai regolamenti Uni En 14673, la documentazione relativa alla prodizione e importazione in deroga (Dl n 18 del 17 marzo, articolo 15)» - e in ogni caso è previsto solo a fronte di mascherine vendute dal 27 aprile al prezzo imposto, se costate più di 40 centesimi + Iva.

Magazzino e ordini: ecco le regole

Per quanto riguarda la giacenza, saranno rimborsate le mascherine chirurgiche, fino a esaurimento, acquistate da farmacie e parafarmacie dal primo aprile e in magazzino fino alle ore 23.59 del 26 aprile - per queste faranno fede «le note di carico e le note contabili» - e quelle ordinate dal 20 aprile e introdotte in magazzino fino alle ore 23.59 del 3 maggio 2020.
L'impegno del Commissario è di corrispondere per farmacie e parafarmacie «il differenziale tra i costi sostenuti fino alle ore 23.59 del 26 aprile e il prezzo di 0,40 euro per unità», mentre per i distributori «nei limiti della differenza tra un valore massimo di 0,90 euro per pezzo al netto di Iva e il prezzo di distribuzione di 0,38 euro, e comunque con un valore complessivo medio non superiore a 0,75 Euro al netto iva». Le condizioni di giacenza sono le stesse che per le farmacie e parafarmacie.

Ristoro: le modalità operative per la fattura e le tempistiche

Il ristoro, a ogni modo, avviene per il tramite delle associazioni di rappresentanza (Federfarma, Assofarm e Farmacie Unite per le farmacie, mentre per le parafarmacie è ancora da definire): le farmacie, all'esaurimento delle scorte, fatturano il differenziale di cui sopra alla relativa società di servizi (Promofarma, Assofarm Servizi, Farmarca) che consegnerà un'unica fattura al Commissario. Nei termini di 60 giorni verrà liquidata e, di rimando, le società provvederanno a ristorare le singole farmacie. Ogni fattura va accompagnata dalla «documentazione tecnica richiesta, dell'estratto del gestionale del magazzino, dalla dichiarazione del legale rappresentate della farmacia unitamente alla formale asseverazione della stessa, resa dal commercialista o del soggetto incaricato della revisione contabile».

Nuove forniture di mascherine e riconfezionamento

Un altro punto previsto dall'Accordo è l'impegno del Commissario «per quanto potrà essere possibile nell'ambito del complessivo processo di distribuzione, a integrare le forniture di farmacie e parafarmacie, per il tramite dei relativi distributori, per quanto possibile con cadenza settimanale e presso i loro magazzini. I distributori le acquisteranno al prezzo già definito di € 0,38 euro e le cederanno a € 0,40, fermo restando il prezzo di vendita imposto. A fronte di fatti eccezionali a oggi non prevedibili, capaci di incidere negativamente sulle esigenze di copertura del fabbisogno, verranno presi opportuni accordi». Si fa «riserva di ulteriori provvedimenti, se condivisi con il ministero della salute, da adottarsi con Ordinanza, volti a disporre eventuali procedure semplificate in merito al deconfezionamento e riconfezionamento delle mascherine».

Francesca Giani
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