Capitali e previdenza, Croce: da Poletti (Lavoro) rassicurazioni su contributo da società
La richiesta che l'Enpaf aveva avanzato, alla luce di un eventuale ingresso del capitale nel sistema, di prevedere un contributo dalle società di non farmacisti pari a quello attualmente versato all'Enpam, l'Ente dei medici, dal capitale non medico, trova l'appoggio del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. È questo uno dei risultati emersi dal convegno che ieri l'Enpaf ha organizzato a Roma dedicato al "bilancio del sistema previdenziale italiano e la polifunzionalità delle Casse privatizzate". «Il nostro auspicio» spiega Emilio Croce, presidente Enpaf, «è che il capitale entri il più tardi possibile. Ma se entrerà, chiediamo - e il ministro del Lavoro ci ha confermato l'appoggio - lo stesso trattamento che ebbe l'Enpam, la cassa previdenziale dei medici, nel 2004, quando si affacciarono sul sistema capitali privati: si tratterebbe di estendere quanto contenuto nella legge 243/2004, che prevede un contributo previdenziale oggettivo del 2% sul fatturato in favore dell'Enpam da parte delle società di capitali non mediche. Il nostro timore, come abbiamo sottolineato in varie occasioni, è infatti che senza questa misura si possa verificare una riduzione delle entrate contributive soggettive e una conseguente alterazione dell'equilibrio gestionale della previdenza nel medio e lungo periodo». E sull'equilibrio del flusso contributivo arriva una riflessione anche sulla occupazione: «A giugno secondo le nostre stime il tasso di disoccupazione tra gli iscritti è di circa 7,5% su un totale di 96.000 iscritti», pari a circa 7.200 farmacisti. «Una quota che è comunque sotto la media ma dal momento che il numero di iscritti aumenta costantemente una riflessione sul tema va fatta: senza occupazione non c'è neanche una previdenza adeguata». Un punto è arrivato poi sul progetto di riforma della cassa di categoria del quale era stata incaricata la Commissione di studio coordinata da Alberto Brambilla presidente del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali e, nei Governi Berlusconi II e III, sottosegretario al Welfare, con delega alla previdenza. «Il Consiglio di amministrazione è al lavoro» continua Croce. «Se la categoria sarà disposta e se la sentirà a fare un passaggio da un sistema a prestazione definita a un sistema contributivo, porteremo avanti questo punto, ma solo se il consenso è generale».
Francesca Giani
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