Sanità

set92016

Menarini, condannati per frode a 10 e a sette anni i fratelli Aleotti

Menarini, condannati per frode a 10 e a sette anni i fratelli Aleotti
Una frode ai danni del Servizio sanitario nazionale da 860 milioni di euro ha portato alla condanna di Lucia Aleotti e del fratello Alberto Giovanni, ai vertici di Menarini. La prima, presidente della società, è stata condannata a 10 anni e sei mesi, il secondo, vicepresidente, a sette anni e sei mesi. Il tribunale di Firenze ha emesso la sentenza, dopo otto ore di camera di consiglio, sulla base di capi d'accusa che andavano dell'evasione fiscale fino al riciclaggio passando per la corruzione.

Il Pubblico ministero aveva chiesto la condanna a nove anni e mezzo per la presidentessa e otto anni e mezzo per il vicepresidente. La corte ha inoltre deciso la confisca ai condannati di beni del valore pari a circa un miliardo di euro. Una sentenza di assoluzione è stata invece emessa per il resto degli imputati, compresa la madre dei due condannati, Massimiliana Landini, oltre a Giovanni Cresci, Licia Proietti e Sandro Casini. Secondo gli inquirenti l'azione criminale degli Aleotti, compreso lo scomparso Alberto, padre dei fratelli condannati, si sarebbe protratta per almeno 26 anni, dal 1984 al 2010. Lucia Aleotti, come condanna accessoria, dovrà risarcire con 100.000 euro la Presidenza del Consiglio che si era costituita parte civile.

Il Pm Ettore Squillace Greco, nella sua requisitoria pronunciata lo scorso dicembre, aveva spiegato che l'azienda farmaceutica avrebbe raggiunto guadagni indebiti ai danni del Servizio sanitario nazionale sovrafatturando il costo dei principi attivi «corrompendo e truffando le persone che costituivano gli organi amministrativi deputati alla determinazione del prezzo dei farmaci».
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