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apr182017

Menopausa, in sviluppo classe di farmaci non ormonali

Menopausa, in sviluppo classe di farmaci non ormonali
Gli antagonisti del recettore della neurochinina 3 (Nk3) possono rappresentare una nuova classe di opzioni di trattamento per os non ormonale per le vampate di calore in menopausa. È quanto emerge dai dati di due studi di fase 2 presentati a Orlando (Usa), nel corso dell'Endo 2017, il meeting annuale dell'Endocrine society. I trial randomizzati controllati si riferiscono a Mle4901 (in questo caso i risultati sono comparsi contemporaneamente su "Lancet") e fezolinetant, impiegati in donne con frequenti vampate di calore menopausali da moderate a severe.

Nel trial relativo a Mle4901 (1), 37 donne di età compresa tra 40 e 62 anni con amenorrea per almeno 12 mesi con sette o più vampate di calore al giorno sono state randomizzate a 40 mg del farmaco assunto per via orale bis/die o placebo bis/die per 4 settimane. Dopo 2 settimane di washout, hanno ricevuto l'altro trattamento per altre 4 settimane. Entrambi i gruppi sono stati seguiti per altre 2 settimane dopo la fine dell'intervento. Ventotto delle donne hanno completato l'intero protocollo. Al basale, le donne avevano circa 13 vampate ogni 24 ore e 85 a settimana. Durante la quarta settimana di studio, nell'analisi intention-to-treat, hanno avuto un totale di 49 vampate con il placebo rispetto ad appena 19 durante l'assunzione di Mle4901: una differenza altamente significativa, di 45 punti percentuali (p <0,0001). «I risultati non hanno mostrato differenze se le donne prendevano per primo il farmaco o il placebo» ha spiegato il primo autore,Julia K. Prague, dell'Imperial College di Londra. Anche i punteggi delle misure valutate sul questionario relativi ai domini psicosociali e fisici sono migliorati in modo significativo con la riduzione dei sintomi vasomotori. «Una ragione probabile per questo fenomeno» ha detto Prague «è un miglioramento del sonno. Le donne sono più in grado di concentrarsi e sono meno irritabili, stanche o assonnate quando non sono svegliate da sudorazioni notturne». La misurazione oggettiva della rilevazione degli 'hot-flash' tramite il monitoraggio di conduttanza cutanea generalmente coincideva con la segnalazione soggettivo delle donne. Il farmaco è risultato generalmente ben tollerato, e non ci sono stati eventi avversi gravi. «Il trattamento con l'antagonista del recettore NK3 potrebbe essere una pratica innovativa, in quanto si alleviano notevolmente i sintomi delle vampate menopausali senza la necessità di esposizione agli estrogeni» ha commentato Prague.

Fezolinetant è stato studiato in un trial belga multicentrico di 12 settimane, in doppio cieco, controllato con placebo, svolto su 87 donne sane in menopausa sane con almeno 49 vampate di calore settimanali da moderate a gravi (2). Le donne sono state randomizzate a 90 mg del farmaco bis/die rispetto al placebo. Tra le 80 che hanno completato lo studio, la frequenza di vampate è risultata significativamente ridotta rispetto al placebo in ogni settimana di studio, da 88% vs 38% a 4 settimane (p <0,001) a 93% vs 54% alla settimana 12 (p <0,001). Anche alla settimana 12 ci sono state 14 donne su 40 che hanno riferito assenza di vampate rispetto a solo due su 40 con il placebo. La gravità della vampata, endpoint co-primario, è diminuita in modo più significativo con fezolinetant, del 60% vs 12% alla settimana 4 e del 70% vs 23% alla settimana 12 (p <0,001). I punteggi dei questionari hanno rivelato miglioramenti significativi in misure di qualità della vita, il sonno, e una riduzione della disabilità (tutti p <0,001) ma, come con Mle4901, la libido non è migliorata: un evento atteso, non trattandosi di una terapia estrogeno-sostitutiva. Il farmaco ha ridotto i livelli plasmatici di ormone luteinizzante (LH) del 20% 12 ore dopo la somministrazione della dose e del 50% 3 ore dopo (vs 16% per il placebo), ed è stata trovata una correlazione tra i livelli di LH e la riduzione delle vampate di calore. L'insorgenza dell'effetto di fezolinetant è apparsa più rapida rispetto alla terapia ormonale sostitutiva e studi di farmacocinetica e farmacodinamica ne supportano la monosomministrazione quotidiana. Non ci sono stati gravi eventi avversi e Il profilo di sicurezza è risultato nel complesso estremamente buono.

1] Lancet, 2017 Apr 3. [Epub ahead of print]
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28385352
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