NUTRIZIONE

set152016

Microflora e sindrome metabolica: un nesso c'è

Sono sempre di più le conferme del nesso esistente fra il ruolo e la composizione del microbioma intestinale e l’insorgenza di malattie metaboliche, come obesità e diabete di tipo 2

Sono molti gli studi che correlano l'insorgenza di stati patologici con una disbiosi intestinale - cioè la condizione di alterazione della composizione della microflora intestinale. L'intestino umano si comporta come un grande bioreattore con un metabolismo prevalentemente fermentativo che produce, a partire dai principali componenti della dieta, molecole "di scarto" come acidi organici a corta catena, fra cui acido butirrico e acido acetico, spesso presenti in un organismo sano, o acidi biliari. La microflora presente dunque, influenza quindi gran parte il metabolismo dell'ospite. Il microbioma può essere considerato un organo, che a differenza degli altri organi del corpo umano, è molto diverso da una persona all'altra perché ci sono fattori differenti che lo condizionano: cause genetiche, ambientali e l'alimentazione possono avere un diverso impatto e quindi incidere diversamente sulla predisposizione verso la malattia. Molti fra i più recenti lavori collegano l'attività della microflora intestinale con il metabolismo dei nutrienti e l'insorgenza di stati patologici che, a partire dalla più tenera età, possono causare problemi metabolici nelle età successive. Per alcune patologie non sembrano esserci dubbi. In particolare per la sindrome metabolica e quindi per obesità e diabete di tipo 2. Si è visto che in pazienti affetti da diabete i livelli di batteri produttori di butirrato erano ridotti, facendo pensare ad una relazione causa -effetto molto stretta. Fra le possibili altre cause, si sta studiando a fondo l'effetto dell'assunzione di antibiotici. Uno studio danese ha messo in evidenza che il fattore che meglio correla con la sindrome metabolica è l'assunzione di antibiotici in una fascia di età subito dopo la nascita, in cui il sistema immunitario si sta formando e imparando a distinguere il self (sé) dal non-self (ciò che è estraneo): soggetti che in età infantile avevano assunto specifici antibiotici avevano una possibilità maggiore di sviluppare sovrappeso prima e sindrome metabolica in età adulta, quindi obesità e diabete. Anche uno studio del 2015 ha confermato il possibile nesso fra i farmaci e il diabete di tipo due, avendo osservato che il rischio di ammalarsi di diabete è fino al 53% maggiore in adulti che abbiano assunto antibiotici più di 5 volte durante i 15 anni che hanno preceduto la diagnosi di malattia. La scoperta di un ruolo importante del microbioma e dell'equilibrio della sua composizione nella genesi di alcune patologie sembra certo ma apre anche la strada ad un approccio di prevenzione e di cura mirati e personalizzati.

Francesca De Vecchi - esperta in scienze e tecnologie alimentari
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