Sanità

set302022

Misure anti Covid, tra proroghe e stop. Le regole in vigore e i nuovi orientamenti

Misure anti Covid, tra proroghe e stop. Le regole in vigore e i nuovi orientamenti

Decadono alcuni obblighi sull'uso della mascherina ffp2, stop sui mezzi pubblici, proroga di un mese in strutture sanitarie. Si apre il dibattito sui prossimi orientamenti


Decade dal 1° ottobre l'obbligo di utilizzo delle FFP2 sui mezzi di trasporto pubblici e a lunga percorrenza, mentre dal Ministero della Salute è stato prorogato di un ulteriore mese quello previsto all'interno delle strutture sanitarie. Intanto, è aperto il dibattito sulle misure ancora in vigore e, da Marcello Gemmato, responsabile della sanità di Fratelli d'Italia, viene indicato un primo possibile orientamento.

Stop a FFP2 su mezzi di trasporto. Proroga in strutture sanitarie

È venuto meno un altro tassello della impalcatura costruita contro il Covid-19, con la fine dell'obbligo di indossare la FFP2 sui mezzi di trasporto. Non ancora un "liberi tutti", perché dal Ministero della Salute è arrivata ieri una ordinanza per prorogare l'obbligo di dispositivi di protezione fino al 31 ottobre per lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese quelle di ospitalità e lungodegenza, le RSA, hospice, strutture riabilitative, strutture residenziali per anziani. Una misura dettata da precauzione, visto l'andamento di questi ultimi giorni dei contagi: secondo l'ultimo report settimanale ISS-Ministero della Salute risultano in salita un po' tutti gli indici, anche se resta stabile il tasso di occupazione in terapia intensiva e cresce leggermente quello in aree mediche.

Dalla scuola al lavoro: dove e quando vanno usate le protezioni individuali?

Quale è a oggi la situazione in merito alle protezioni individuali? A scuola, l'obbligo era già decaduto, con un inizio d'anno per alunni e docenti senza mascherine e l'invito a chi è più fragile a indossarla. Restano comunque le norme relative ai contatti stretti e all'autosorveglianza: in classe l'FFP2 verrà indossata da tutti in presenza di un caso Covid, fino al decimo giorno successivo alla data dell'ultimo contatto stretto. Lato università, alcuni Atenei hanno deciso in autonomia di reintrodurre l'utilizzo della mascherina, specialmente in spazi comuni.
Per quanto riguarda invece i luoghi di lavoro il riferimento è il protocollo delle parti sociali rinnovato a fine giugno. Fino al 31 ottobre, "l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo facciali filtranti FFP2 rimane un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio nei contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro. A tal fine, il datore di lavoro assicura la disponibilità di FFP2 al fine di consentirne a tutti i lavoratori l'utilizzo. Inoltre, il datore di lavoro, su indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione individua particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (FFP2), che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili".
Nel settore pubblico vige invece quanto previsto dalla Circolare del Ministero della Funzione pubblica di aprile, che raccomanda l'uso della mascherina Ffp2 in specifiche occasioni: "per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale "fragile", negli ascensori" e così via.

Le misure anti Covid ancora in vigore

Protezioni individuali a parte, quali sono le altre misure contro il Covid-19 ancora in piedi? Per ora, è in vigore fino a fine anno l'obbligo vaccinale per il personale sanitario, così come c'è ancora il Green pass per operatori sanitari, utenti, accompagnatori e visitatori negli ospedali e nelle Rsa, con la necessità di fare il tampone prima di entrare in una struttura sanitaria. In merito alla gestione dei contatti stretti Covid, le indicazioni di riferimento sono quelle della Circolare del ministero della salute del 30/03/2022, mentre per quanto riguarda le persone risultate positive a fare fede è l'aggiornamento ministeriale del 31 agosto 2022.

Tra green pass e obbligo vaccinale, l'orientamento della maggioranza

A ogni modo, sulla gestione del prossimo periodo è aperto il dibattito tra esperti e restano da capire le indicazioni che arriveranno dal nuovo Governo. Intanto, un primo orientamento emerge dalla intervista rilasciata ieri a Repubblica da Marcello Gemmato, farmacista rieletto alla Camera e responsabile della sanità di Fratelli d'Italia. Tra i punti toccati c'è il Green pass: "Siamo contrari a questo certificato". Abbiamo "sempre detto che non si trattava di una misura sanitaria, non partiva da principi scientifici". Se "si vuole verificare se una persona è infetta si fa un tampone antigenico".

Un tema caldo poi è quello dei vaccini: "i dati ci dicono che la mortalità per il Covid riguarda persone dai 65 anni in su. La strategia vaccinale dovrebbe mettere in sicurezza gli anziani e chi ha problemi di salute. Vaccinare i bambini di 6 anni non ha avuto senso". In generale, "va bene raccomandare" ma non vanno "più messi obblighi: e infatti non bisogna rinnovare quello che riguarda il personale sanitario, in scadenza il 31 dicembre". Le "mascherine, con il distanziamento, l'igiene delle mani e in generale le norme di buona condotta sanitaria sono utili, e del resto negli ultimi due anni non abbiamo praticamente avuto influenza. Partendo da qui, bisogna valutare la circolazione e decidere se consigliarle e dove. In ospedale, quindi, sarebbe auspicabile che si mettessero quando si entra in reparti dove ci sono persone fragili".
E in caso di nuova ondata? "Saremo pronti ma a partire dai dati scientifici. Non seguiremo le virostar, ma scienziati con impact factor alto. Noi siamo sempre stati gli ultimi a riaprire, altri, come l'Inghilterra, sono ripartiti prima".

Intanto, sempre da Gemmato, in una intervista dell'altro ieri all'Adnkronos Salute, è arrivato un secco "no alle case di Comunità. Per potenziare il territorio e offrire una concreta medicina di prossimità serve puntare sui medici di famiglia e dei farmacisti dotati di strumenti diagnostici di base".

Francesca Giani
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO


chiudi